seo ecommerce
Per l’ottimizzazione per i motori di ricerca di un sito e-commerce non esiste la pietra filosofale, o comunque una strategia valida sempre e comunque da applicare a qualsiasi sito di commercio elettronico: questo a nostro avviso è un punto fermo e assolutamente determinante che è opportuno assimilare, sia che siate merchant sia che siate consulenti che vi occupate di ottimizzazione per i motori di ricerca e strategie di search marketing dedicate in maniera specifica alla promozione degli e-commerce.
Ma cerchiamo di capire come è possibile promuovere un e-ecommerce e quali sono le strategie SEO percorribili.

Dato per assodato (ok, ammesso e non concesso) che il codice sorgente sia stato ben curato e la struttura informativa sia stata sviluppata in maniera concreta in funzione del listino dei prodotti, che ci auspichiamo essere sufficientemente sviluppato da giustificare l’avvio di un’attività di vendita online, abbiamo riscontrato che le problematiche che spesso affliggono gli e-commerce sono spesso correlate ai loro contenuti, e per motivi abbastanza banali, se vogliamo:

  • il merchant percepisce con una certa difficoltà il valore aggiunto derivato dai contenuti qualitativamente rilevanti per gli utenti (e, conseguentemente, per i motori di ricerca): tende a pensare che, per un folle processo di auto-innamoramento del proprio prodotto, gli utenti che capitano sul suo sito, a milioni al giorno alla ricerca proprio di quel suo fantastico prodotto, non possono non innamorarsene a loro volta, e lo acquisteranno a prescindere dalla mancanza di quelle due righe di testo necessarie a far capire a che cosa diavolo serve quel suo prodotto così bello, esclusivo ed unico, al punto da renderlo un must have di livello mondiale.
    Ovviamente quel prodotto che il merchant ritiene così fanatastico, il più delle volte è invece un qualcosa di qualità media/mediocre, assolutamente inflazionato e in vendita sul 99% degli e-commerce di settore, magari ad un prezzo sensibilmente più basso.
    Altre volte, molto semplicemente, il merchant non dispone delle risorse da dedicare a questa attività o non è capace di scrivere due righe con le quali fornire informazioni sul valore aggiunto che offre o il motivo per il quale si dovrebbero scegliere i suoi prodotti/servizi al posto di quelli di un concorrente.
  • da parte sua, il consulente e-commerce ha una certa difficoltà a generare del contenuto effettivamente rilevante e autorevole, magari capace di ricevere anche qualche link spontaneo in entrata, anche se è cosa assai rara in questi ambiti: per scrivere bene di un prodotto lo si deve conoscere visceralmente ed esserne appassionati fruitori.
    Il suo apporto dovrebbe essere forse più “strategico”, limitandosi eventualmente a suggerire al merchant quelli che sono gli ambiti semantici relativi al suo modello di business per i quali, in funzione dei volumi di ricerche stimati, la competititvità e i ritorni ipotizzati in termini di vendite, è opportuno generare dei contenuti.
    Quindi i contenuti, almeno a livello di bozza, dovrebbero essere generati dal merchant, poi eventualmente revisionati e riadattati in ottica seo-copy.

Il risultato, quindi, potrebbe essere abbastanza disastroso: schede prodotto scopiazzate dai competitor o, forse peggio ancora, generate automaticamente dal catalogo del fornitore del merchant, problematica abbastanza comune soprattutto nell’ambito dell’informatica e dell’elettronica di consumo.
L’effetto finale è abbastanza noto, in modo particolare per chi si trova a fare un’attività SEO su un e-commerce avviato da poco: scarsa visibilità sui motori di ricerca, soprattutto per ricerche correlate al nome del prodotto.

Per ovviare a questa situazione ci sono diverse strategie SEO che vengono solitamente perseguite:

  • puntare sulla scheda prodotto,
  • puntare sulle categorie.

seo ecommerce

Ottimizzare le schede prodotto di un e-commerce in ottica SEO.

Si tratta di un’attività che spesso viene portata avanti attraverso la pubblicazione di commenti degli utenti e feedback sugli acquisti; azione che merita una considerazione a sé.
In linea generale, a costo di far storcere il naso a molti, l’ottimizzazione SEO della pagina prodotto di un e-commerce, soprattutto in determinati ambiti, potrebbe non valere il tempo che effettivamente richiede.
Può accadere, infatti, che il singolo prodotto abbia una volatilità, in termini di disponibilità in magazzino, veramente notevole. E spesso la disponibilità è inversamente proporzionale all’hype nei potenziali acquirenti.
Un prodotto che oggi è disponibilie domani non lo sarà più, inoltre le ricerche su Google & Co. da parte degli utenti potrebbe tenersi in contesti altamente competitivi e anti-economici, con elevati picchi di ricerche per periodi di tempo relativamente brevi… con tutte le conseguenze del caso e situazioni da gestire per quanto riguarda la visibilità sui motori di ricerca.

Qualche esempio:

  • il prodotto non è momentaneamente disponibile ma tornerà ad essere disponibilie a breve?
  • il prodotto è definitivamente esaurito o obsoleto, verrà quindi sostituito da altri che hanno funzionalità similari?
  • il prodotto è un must have, temporaneamente non disponibile, e per ricerche ad esso correlate su Google & Co. godete di un’elevata visibilità e stimate che i volumi delle ricerche diminuiscano in un arco di tempo relativamente breve?

Beh, valutate bene il vostro scenario prima di decidere se restituire agli utenti -e ai motori di ricerca- la pagina di un prodotto che non è possibile acquistare, una pagina 404, implementare un redirect temporaneo (302), un redirect permanente (301)… e verso quale area del sito attuare l’eventuale redirect: una landing page dedicata? Un prodotto similare? La categoria di appartenenza del prodotto?

Feedback, recensioni e commenti degli utenti.

Un escamotage utilizzato per “diluire” la quantità di testo duplicato all’interno di una scheda prodotto generata automaticamente dai database dei fornitori, consiste nell’integrazione di feedback e recensioni.
Questa può rivelarsi una attività controproducente per le vendite.

Tenete presente che gli utenti tendono a leggere molto poco e con una certa superficialità i contenuti testuali che pubblicate sulla vostra amata scheda prodotto mentre, con tutta probabilità, si faranno influenzare, positivamente o negativamente, dalle immagini che proporrete loro: valutate bene se è veramente il caso di inerpicarsi nell’integrare feedback e recensioni degli utenti in un’area così “delicata” del vostro sito e-commerce.
La decisione tra l’acquistare e il lasciar perdere e a portata di click; fate in modo che l’integrazione di ogni elemento della pagina prodotto sia finalizzato alla vendita e non al ranking sui motori di ricerca, evitate quindi elementi di disturbo, fonti di distrazione o contenuti che possono fuorviare dal processo di acquisto e dalla conversione da “utente” a “cliente”: quei commenti sono veramente utili ad un cliente ai fini del processo decisionale di acquiato?
Tracciate e analizzate il percorso di navigazione degli utenti, che acquistano e che abbandonano l’acquisto: una bella sessione di web analytics vi sarà di grande aiuto anche in questo frangente.

Ottimizzare le categorie di un e-commerce in ottica SEO.

Effettivamente potrebbe trattarsi della scelta ideale, anche se, come sempre, è opportuno valutare caso per caso i vari rischi e le opportunità.

Una valorizzazione di queste aree di un sito e-commerce molto spesso permette di conseguire una maggiore visibilità sui motori di ricerca in funzione delle keyword effettivamente utilizzate dagli utenti per soddisfare un determinato bisogno attraverso l’acquisto online di un prodotto o servizio.
Se l’architettura informativa del sito è stata ben strutturata, attraverso un’attività di valorizzazione di queste aree con azioni di link popularity, link building e link baiting, e se l’internal linking è stato concepito in modo efficace, è infatti possibile verificare un sostanziale ed efficace aumento della visibilità del sito, soprattutto se si è riusciti a creare dei contenuti rilevanti in queste aree; contenuti che si potranno manutenere e aggiornare con una cadenza sostenibile, molto meno impegnativa rispetto a quanto sarebbe richiesto per il singolo prodotto, e che non intralceranno il processo di acquisto.

In conclusione…

Quindi per un e-commerce è meglio puntare maggiormente sull’ottimizzazione delle singole schede prodotto o su quella delle categorie e sottocategorie del negozio?
Come sempre, dipende. 🙂
Principalmente dalla categoria merceologica e dalla gestione/disponibilità di magazzino del vostro sito di commercio elettronico, ma anche dalla distribuzione e tipologia dei volumi di ricerca e dal contesto competitivo in cui operate.

Un punto di partenza che può tornarvi utile è quello di cercare di pensare “da utenti” e non “da SEO”: vi siete mai chiesti se i potenziali clienti  del vostro sito di commercio elettronico (non i visitatori del sito, ma quelli che effettivamente sono disposti ad acquistare!) tendono a scandagliare i motori di ricerca utilizzando preferenzialmente una categoria di prodotti o il nome specifico di un prodotto?
Cercano “trattamenti anticellulite” o “crema alle alghe del Mar Morto”? 🙂
Noterete con una certa facilità che, cambiando ambito merceologico, potreste ottenere risposte diverse.

In fin dei conti gestire e promuovere un e-commerce non è così diverso dall’attività che andrebbe fatta anche per un negozio fisico: chiedereste ai passanti di esprimere un parere su un prodotto che un cliente si sta apprestando a pagare?
O fareste distribuire un bel volantino a colori per promuovere la vendita di un prodotto che avete disponibile col contagocce?
Forse no. 😉