Adotta_un_carrello_vs2

 

Il 2015 è un anno cruciale per valorizzare il recupero dei carrelli abbandonati in un’ottica di incremento del tasso di conversione ecommerce. 9 italiani su 10, infatti, abbandonano siti ecommerce dopo aver inserito almeno un prodotto nel carrello, e questo dato svela in pieno le potenzialità di un uso sistematico delle mail transazionali, ovvero quelle generate automaticamente dal sistema allo scatenarsi di un evento (in questo caso l’abbandono del carrello) prestabilito.

Dalla ricerca condotta da UPS e comScore emerge infatti non solo che il 90% degli utenti di siti ecommerce non completa acquisti incominciati su store online, ma anche che la principale motivazione di questo comportamento risiede nella scoperta di spese di spedizione impreviste che, non adeguatamente pubblicizzate in precedenza, dissuadono l’utente dal finalizzare la transazione. A livello di acquisto online, infatti, le spese di spedizione possono talvolta rappresentare il vero fattore di scelta fra uno shop e l’altro: considerata l’enorme potenzialità di scelta fra prodotti simili a prezzi simili offerta dal Web, le condizioni di spedizione e pagamento possono rappresentare il vero e proprio discrimine fra l’uno e l’altro.

Ulteriori dati di grande rilievo emersi dallo studio condotto sono che:

  • abbigliamento e intrattenimento sono le categorie di prodotti che catalizzano il maggior numero di acquisti in Italia;
  • a livello di dispositivi utilizzati, il desktop rappresenta circa il 60% , anche in virtù della minore disponibilità di store responsive rispetto all’estero;
  • ben il 44% degli acquisti effettuati dagli intervistati è stato effettuato online;
  • la percentuale di carrelli abbandonati è sensibilmente più bassa in caso di App dedicate allo shop online

Questo studio, rilasciato pochi giorni fa, evidenzia come il 2015 sia dunque l’anno buono per gli store ecommerce che ancora non ne sono provvisti, per dotarsi di un sistema di recupero dei carrelli abbandonati, che possono in alcuni casi essere gestiti con semplici software di terze parti, oppure essere demandati alla consulenza di un’agenzia specializzata in Conversion Rate Optimization.

Nel primo caso, è anche possibile crearsi la propria personale formazione sfruttando uno dei corsi ecommerce intensivi che consentono di imparare a gestire anche sotto questo profilo il proprio shop online in autonomia.