L’azienda Ardo elettrodomestici, a me sconosciuta fino a qualche giorno fa, mea culpa, ha deciso di investire pesantemente in TV con una sponsorizzazione di sicuro impatto. Sono infatti presenti in Striscia la notizia con una telepromozione classica.
Sicuramente i vertici della casa hanno deciso di “calare l’asso” ora che ci sono gli incentivi per la rottamazione dei frigoriferi e congelatori per passare ad apparecchi in classe A++ o superiore.
Alla fine dello spot vengono dati i riferimenti per acquistare questi prodotti, immagino sconosciuti ai più. I riferimenti sono il sito www.ardo.it e la rete di rivenditori (recuperabile sempre dal sito, ma questo non viene menzionato).

Visti i costi esorbitanti delle campagne pubblicitarie fatte in questo modo ho pensato bene di andare anche a vedere il sito in questione, perchè sicuramente sarebbe stato perfetto per massimizzare il ritorno della presenza in TV.
Ovviamente così non è stato, l’esperienza sul loro sito è stata davvero negativa sia come utente che come tecnico.
Prima nota stonata è la necessità di utilizzare IE, il sito non è infatti compatibile con Firefox.

Altro difetto, gli errori di esecuzione. Navigando si sono presentate spesso pagine di errore. Basta fare un reload per tornare al sito funzionante, probabilmente questo può esser dovuto ad un eccesso di traffico dopo la presentazione in TV; non saprei, è una cosa comunque fastidiosa.

Passiamo alle caratteritiche principali del sito. Il catalogo prodotti è accessibile solo dalla home page, dal box centrale. Evidenzia subito dei piccoli difetti nella navigazione, le categorie principali non sono cliccabili e bisogna selezionare il simbolo grafico sulla riga corrispondente.
Entrando nelle sottocategorie e quindi nella lista prodotti non è possibile cliccare ne sul nome del prodotto ne sull’immagine per accedere alla scheda completa. Bisogna per forza utilizzare il link sul codice prodotto.
Non è possibile navigare o scegliere il prodotto da vedere in base a parametri di interesse, come la classe energetica. Per scoprire le caratteristiche bisogna infatti entrare nella scheda.

La scheda è molto tecnica, non perfetta forse per il pubblico ampio al quale hanno puntato con la pubblicità in televisione.
Mancano immagini dettagliate del prodotto, è presente solo una foto. Per i frigo sarebbe stata utile una serie di foto che mettessero in evidenza la disposizione interna dell’elettrodomestico.

Il sito nel complesso sembra realizzato con una supervisione da parte dell’ufficio marketing e commerciale che segue i rivenditori, più che da personale che si occupa della comunicazione e del marketing nei confronti dell’utente finale.
Un grosso errore questo, visto che la pubblicità fatta porterà sul sito tantissimi utenti finali in cerca di informazioni sui prodotti.

Altro aspetto carente è la presenza, o per meglio dire l’assenza, sui motori di ricerca. Alcune delle chiavi che potrebbero sembrare fondamentali non danno nessun risultato rilevante a favore della Ardo.
Per esempio “figorifero personalizzabile” e derivazioni varie non danno nessun risultato apprezzabile. Il controllo non è stato così approfondito, ma in prima analisi il sito sembra abbastanza assente nei risultati dei motori di ricerca.

Chiudo con l’ultimo appunto, sempre rifacendomi alla pubblicità. Sul sito non ho trovato da nessuna parte la possibilità di acuistare direttamente il prodotto di interesse, cosa che invece sembrava possibile da quanto detto nello spot.
Inoltre è presente neanche un link diretto alla rete dei rivenditori partendo dalla scheda prodotto, ma per questo si lascia all’utente ed alla sua voglia di cercare i link nella pagina per trovare l’elenco completo dei rivenditori sul territorio.

Ci sono altri punti critici del sito e trascurati, uno tra tutti è il link “contatti” che riporta semplicemente in home page, ma tralascio tutte le altre osservazioni e lascio a voi il gusto di una visita al sito www.ardo.it (che scopro essere del gruppo Merloni, non gli ultimi arrivati insomma).

Consideraizoni finali: quando si investono centinaia di migliaia di euro per delle compagne di comunicazione forse varrebbe la pena di spenderne anche qualche altro migliaio in più per far si che i “supporti” dove vengono rediretti gli utenti interessati siano in grado di soddisfarne le esigenze, altrimenti quelli investiti sono soldi in gran parte buttati.