Lettera di un e-commerce qualunque

Qualche giorno fa ho letto un’intervista al Presidente della Commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia, rilasciata a seguito della presentazione a Montecitorio della sua ultima fatica letteraria The Challenge of the Digital Economy.

AdKronos recita: “Riforma servizio postale, basta monopolio Amazon”. Con un titolo così come non incuriosirsi!?!?

Ora, da quanto ho compreso, il giornalista ha così riassunto l’intervento di Boccia – lo stesso a cui a novembre 2013 avevano hackerato il sito dopo un intervento sulla famigerata Web Tax.

Riprendo un suo virgolettato: “Oggi bisognerebbe discutere di una riforma del servizio postale universale legata alla crescita dell’e-commerce. Amazon non può detenere il monopolio delle consegne: un conto è fare commercio, un altro è controllarlo“.

Un settore, quello dell’e-commerce, che conta 20 mln di clienti, dei quali 12 mln abituali.

“Mi daranno dello statalista ma non si può mettere nelle mani di pochi un commercio così ampio – incalza il deputato Pd – siano i sindaci a decidere chi entra e come”.

Trovate qui l’articolo completo e qui l’intervento alla Camera dei Deputati, se avete voglia di approfondire.

 

Ma siamo sicuri che sia questa la strada giusta?

Io mi limito a sospirare e mi chiedo se davvero le misure suggerite sono quelle che servono, o se invece non c’è qualcos’altro che si potrebbe fare, cose forse più semplici, meno “politiche (forse, ho scritto forse!) ma che darebbero un bel boost ad un settore che, secondo i dati del Politecnico di Milano, è in fortissima crescita.

keyboard christmas e commerce

E così ho provato a chiedere un po’ in giro, tra amici, colleghi e clienti che come me in questo settore così “chiacchierato” ci lavorano (io da oltre 10 anni… ohibò se son vecchia!) e ho raccolto idee e suggerimenti molto interessanti, che ho messo insieme in una “letterina” che potrebbe essere scritta proprio da uno di loro.

Non sapendo però esattamente a chi indirizzarla ho pensato che, visto il periodo, il miglior destinatario è senza dubbio Lui!

 

Ecco la lettera

Caro Babbo Natale,

la mia bambina di 8 anni ha iniziato così la sua letterina: Io credo che tu esista.

Ecco, mi sembra un importante atto di fede, un riconoscimento notevole! Anche io credo tu esista ed è a te che voglio rivolgere questi brevi pensieri, in un misto di amarezza e speranza così tipico dell’incombente periodo natalizio.

Sono un misero operatore di questo mondo dell’e-commerce così tanto bistrattato, additato da ogni dove come la causa di ogni male.

È colpa mia se i negozi chiudono, se lo stato incassa meno tasse, se i lavoratori della logistica vengono sfruttati, etc etc etc…

Io ascolto, ma in coscienza non mi sento così tanto colpevole: dal mio punto di vista sono semplicemente una come tanti che cerca di portare a casa uno stipendio decente per poter portare al mare la mia famiglia e fare la spesa con la carta Fidaty. Perché in Italia gli e-commerce mica sono grosse aziende capitaliste! Sono una costellazione di piccoli “imprenditori”, così come d’altro canto nel resto del commercio: siamo piccole realtà, spesso familiari. E, per come la vedo io, mi tocca sopravvivere a mille difficoltà, alcune anche surreali.

Ad esempio, esistono le “zone disagiate”. Se ordini qualcosa che va consegnato in una di queste, io pago di più perché il corriere a volte nemmeno riesce ad arrivare in quella stradina sterrata dove vive il mio cliente… oh, si intende, lui fa bene a vivere là, mica è colpa sua se la viabilità in alcune zone è ferma al Risorgimento!

Oppure devo gestire al telefono gli ordini, perché la gente è spaventata a morte dalle famigerate frodi online (ma poi quante sono? Boh) e mi telefona per sapere se esisto (hai capito Babbo Natale? Mica come me che ti credo sulla fiducia!)

Oppure devo competere con colossi che investono un sacco di soldi in pubblicità tagliandomi fuori senza appello da alcuni circuiti…
Delle tasse non parlo nemmeno, tanto là siamo messi malino un po’ tutti… a proposito in Lapponia c’è l’Irap?

E allora, siccome non mi perdo d’animo e mi piace il mio lavoro, ho pensato di scriverti questa letterina per chiederti dei doni per questo Natale, regali che mi cambierebbero davvero la vita! Mi limito a 3 piccoli grandi desideri, per non sembrare ingorda…

 

L’e-commerce che vorrei

1 – Siamo tutti Start-up Innovative

Perché se apro oggi un e-commerce sono una start-up innovativa e ho accesso a incentivi, bandi, finanza agevolata e set di batterie di pentole e io che ho iniziato 10 anni fa non ho diritto nemmeno a un tostapane?! Possiamo avere tutti lo stesso trattamento?

 

2 – Partiamo dalla base: l’istruzione

Dai ammettiamolo, non è che siamo proprio dei fenomeni sul digitale! Scuola, Università, Formazione Professionale non ci preparano a questi nuovi mercati, siamo fermi al marketing degli anni 80 (quando lo abbiamo studiato… perché molti di noi proprio non hanno queste competenze). Se poi per miracolo riesco ad assumere un giovane stagista o tirocinante e nemmeno lui che ha una laurea in marketing o comunicazione sa che pesci pigliare, allora è davvero un gran casino e a quel punto butterò via i miei (pochi) soldi in investimenti sbagliati. Di agenzie e consulenti poi non ne parliamo nemmeno: non puoi metterli là da te a confezionare pacchi regalo al posto degli elfi!?

 

3 – Partiamo dalla base, ancora: l’accesso

Senti Babbo Natale, su questo punto evitiamo di dilungarci, sono cose dette e ridette (cerca Digital Divide su Google e poi mi dici…). Ti dico solo che quasi il 30% della popolazione italiana non dispone di una connessione internet, né domestica né da cellulare. Capisci anche tu che così è difficile campare caro mio!

 

Che altro dire? Visto che è ora che ognuno di noi due torni ai suoi pacchi, direi di chiuderla qui. Vedi che puoi fare, io farò altrettanto.

Buon Natale!

Firmato
Un e-commerce qualunque

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