Le vendite on-line in Europa nel 2009, in piena crisi, sono cresciute del 22%. E’ questo il dato che emerge da una ricerca commissionata da Kelkoo alla società Centre for Retail Research.

La stima di crescita per il 2010 è di un ulteriore 20%, sempre considerando il mercato Europeo.
Dai dati ricavati nazione per nazione scopriamo che l’Italia è all’ultimo posto sia come crescita, sia come percentuale di crescita sia come volume d’affari.
Mentre nel corso del 2009 inFrancia la crescita è stata del 33%, come all’incirca in Gran Bretagna e Germania.
La spiegazione di questo balzo è da ricercarsi anche nel periodo di crisi, che ha spinto molti utenti a cercare prezzi migliori nei siti di e-commerce.

Altro dato interessante è il rapporto tra il totale delle vendite al dettaglio e la percentuale di acquisti on-line.
In Gran Bretagna siamo al 9,5%, in Germania al 6,9% ed in Francia al 4,9%. Fanalini di coda sono la Spagna con l’1% e l’Italia con lo 0,8%.

Quest’ultimo dato è davvero interessante, anche se particolarmente negativo in termini assoluti, perché dimostra come sia in ritardo il nostro paese nell’approccio al commercio elettronico ed allo stesso tempo mette in evidenza l’esistenza di un gap gigantesco da colmare, con una crescita potenziale di milioni di euro, per le transazioni on-line,  nei prossimi anni.
Le motivazioni trovate per questo ritardo nella ricerca sono principalemnte il profilo di utilizzo diverso di Internet per l’Italiano e le difficoltà logistiche, con la carenza di servizi davvero efficaci, su tutto il territorio nazionale.

Sicuramente questo è uno dei momenti migliori per investire in un’attività di e-commerce, soprattutto per le aziende Italiane che vendono all’esterno, visto che gli utenti stranieri sono più abituati a questa forma di acquisto.

Fonte articolo Il Sole 24 Ore.