La morte del QR Code?

La morte del QR CodeUna delle cose che mi ha più sorpreso, come ho avuto modo di raccontare in un recente post,  durante l’evento E-payment Netcomm Forum 2013 è stato il continuo far riferimento ai QR Code come futuro di un certo tipo di servizi di pagamento mobile.

Addirittura ci è stato mostrato un video (con il solito “modello che funziona tantissimo all’estero”) riguardante un’operazione promozionale in una catena di centri commerciali basata su una di queste simpatiche macchiette a quadrettini che si formava in senso compiuto solo con il sole di mezzogiorno, incuriosendo i passanti che la acquisivano come se non vi fosse un domani con il loro smartphone di ultima generazione per poi scoprire di aver diritto a non so quale mirabolante sconto all’interno dello stesso shopping mall.

In un secondo momento ci mostrano un ulteriore video con quello che dovrebbe essere l’immediato futuro del mobile payment avente protagonisti due signori seduti al tavolino di un bar alle prese con dei cappuccini; all’arrivo della cameriera con il conto (peraltro salatissimo: 22 euro) uno dei due fa il gesto del “pago io” ed estrae un bigliettino con un QR Code che consegna alla ragazza che si allontana e torna poco dopo con un altro biglietto (lo scontrino credo) contrassegnato da un secondo QR.
Il protagonista allora estrae il telefono, fa partire un’applicazione, acquisisce il codice, digita una password, conferma, ridigita ed ecco effettuato il pagamento.

Alla fine del video due pensieri balenavano nella mia testa:

1. Ma che tedio quel pagamento, faceva prima a firmare un assegno
2. Ma il QR Code non era bello che morto? E soprattutto: è mai stato veramente vivo?

A fomentare ulteriormente i miei dubbi è poi seguita una tavola rotonda dove ancora si faceva riferimento ad una “tripletta di QR Code” per un’operazione di fund raising, e via così.

Incuriosito da una brochure di uno degli sponsor dell’evento recante l’ennesimo codice quadrato mi appresto ad utilizzarlo rendendomi conto che non l’ho mai fatto prima e che necessito di installare un’applicazione sul mio terminale android.
Dopo le necessarie (ed articolate) operazioni scopro che il codice è un link che mi porta al sito reclamizzato nella brochure stessa; alla versione non mobile però!

La questione mi lascia sempre più perplesso: possibile che io sia il solo a pensarla così? Poi il mio collega e Presidente Alessio Sbrana  scova questo interessante articolo su marketingland.com dal titolo The Death Of The QR Code e scopro finalmente di non essere solo! (e soprattutto quando è un articolo scritto dall’estero acquisisce per definizione più autorevolezza :P)

Aaron Strout prima ripercorre la (breve) storia del QR Code e subito dopo espone i 5 motivi che ne hanno decretato la morte:

1. Apple e Android non hanno mai dotato i loro terminali di un lettore già pre-caricato. Questo obbliga tutti a cercare un’app ed installarla.

2. Nella maggior parte dei casi la mobile experience una volta acquisiti il codice è scadente (come ad esempio raccontato dianzi), con siti di destinazione non ottimizzati o pesanti.

3. Alcuni QR Code vengono piazzati in posti privi di servizio wi-fi o addirittura di copertura telefonica.

4. Molte società di packaging non ritengono utile inserire sui prodotti sia il codice a barre sia il QR Code

5. Anche se il tutto è fatto per benino (servizio di connettività e link che porta a un sito ad-hoc) è difficile convincersi ad estrarre il telefonino, aprire un’app precedentemente scaricata, acquisire il codice, ecc. La percezione è quella di un tempo lungo e tedioso ed il tutto per vedere un sito.

Aaron però ci fornisce anche la sua visione su attuali, future o futuribili alternative, che riporto per completezza ma che mi astengo (quantomeno per il momento) dal commentare:

1. Codici via SMS: un codice numerico corto (5 cifre) da inviare per ricevere informazioni

2. Augmented reality (qui sul serio mi devo tenere dal non commentare): ingolosire l’utente con delle app (che sarebbero comunque da scaricare e che richiederebbero diversi MB) di realtà aumentata.

3. Applicazioni Mobile dedicate che sfruttano il codice a barre già presente su tutti i prodotti (viene citato l’esempio di Weight Watchers)

4. Bluetooth e NFC, come comunicazione tra prodotti o pubblicità verso il telefono. Tecnologie ancora nascenti ma che hanno il vantaggio di essere già incluse.

In chiusura l’unica verità per quello che mi riguarda è che semplicemente i QR Code sono troppo (come si direbbe in qualche forum di nerd) troppo “anti-pigro”: troppo tempo perso per, alla fine, acquisire un semplice link al sito.

Vedremo cosa succederà. Io sono qui che aspetto.

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