Commercio elettronico professionale od occasionale: quali adempimenti?
06 set 2007
Dubbi e quesiti che frequentemente vengono posti in ambito fiscale/normativo sono quelli relativi agli adempimenti previsti per le nuove attività o per le attività “saltuarie” in ambito di commercio elettronico:
“Svolgo attività di vendita tramite siti di aste come ebay, quali sono gli importi che devono essere denunciati? E per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi? È necessario avere la partita Iva? Si devono richiedere e rilasciare delle fatture? Ecc..”
Per una trattazione il più possibile riassuntiva (quindi senza approfondire gli aspetti più tecnici che dovranno comunque essere affidati ad un buon Consulente) bisogna innanzitutto definire le differenze esistenti tra attività professionale ed attività occasionale di vendita, e successivamente affrontare l’altrettanto importante definizione di Commercio Elettronico, distinguendo tra Commercio elettronico diretto ed indiretto. In particolare ci soffermeremo su quest’ultimo, il più diffuso, e ne approfondiremo le caratteristiche.
La vendita occasionale e la vendita professionale
La generica attività di vendita di un servizio o di un bene (e quindi anche la vendita online) risulta soggetta ad adempimenti di natura formale (contabile, fiscale, ecc.) qualora sia svolta in via professionale e abituale.
Per abituale deve intendersi qualsiasi attività, qualificabile come d’impresa o di lavoro autonomo, che non sia svolta in chiave saltuaria od occasionale.
Il Ministero delle Finanze, in particolare, afferma che “i requisiti di professionalità e abitualità sussistono ogni qual volta il soggetto ponga in essere con regolarità, sistematicità e ripetitività una pluralità di atti economici finalizzati al raggiungimento di uno scopo”.
La semplice vendita della propria auto usata, quindi, non costituisce un’attività professionale; mentre la ripetitività di azioni simili, costituiscono inevitabilmente un’attività tipica da regolarizzare.
Il Commercio elettronico diretto ed indiretto
Altra importante distinzione è quella tra Commercio elettronico vero e proprio (diretto) e la semplice vendita a distanza tramite internet (indiretto).
Infatti l’attività di vendita o promozione dei propri beni o servizi via internet non rappresenta di per sé una forma di commercio elettronico in senso stretto: il “commercio elettronico diretto” riguarda la vendita di beni virtuali o di servizi prestati per il tramite di mezzi elettronici, mentre il “commercio elettronico indiretto”, consiste nelle tradizionali attività di compravendita che si servono di internet esclusivamente come mezzo per offrire i propri prodotti, come una vera e propria vendita per corrispondenza.
Per fornire un esempio pratico, un servizio che non può essere reso in altro modo se non tramite il canale elettronico, e che quindi rientra appieno nella definizione di commercio elettronico diretto, è il servizio di hosting di un sito web, o lo stesso servizio di “spazio virtuale” o di “negozio online” che alcuni siti di aste online offrono (e che, come è chiaro, non potrebbero sussistere in quella specifica forma al di fuori del canale internet).
Gli adempimenti formali
Come è ovvio, quindi, i venditori occasionali sono soggetti ad adempimenti formali estremamente ridotti, mentre soltanto i venditori professionali sono soggetti a determinati obblighi ed adempimenti.
In particolare, un soggetto che regolarmente ed in via continuativa intenda vendere determinati beni o prestare particolari servizi, produce reddito d’impresa o di lavoro autonomo e, dunque, è soggetto a tassazione secondo le regole specificatamente previste per tali categorie reddituali.
Ai fini Iva, inoltre, scatta l’obbligo di aprire una relativa posizione richiedendo un proprio numero di partita Iva, nonché di assoggettare le operazioni attive e passive ai diversi regimi previsti dalla disciplina in questione.
Inoltre, il qualificarsi come imprenditore o lavoratore autonomo, impone anche il rispetto di obblighi di natura formale, come, ad esempio, l’iscrizione nelle apposite sezioni del registro delle imprese ovvero la tenuta delle scritture contabili obbligatorie per legge nonché dei registri Iva; e il rispetto degli ordinari adempimenti fiscali in tema di dichiarazioni annuali e periodiche.
Nel caso in cui un’attività sia svolta in maniera occasionale, si verifica una distinzione tra la disciplina Iva, per la quale nessun obbligo è imposto, e la disciplina relativa alle imposte sui redditi, in base alla quale può verificarsi il caso di redditi tassabili (non configurabili come “redditi d’impresa”, né come “redditi di lavoro”, ma definibili come “redditi diversi”). Deve comunque trattarsi di un’attività che – seppur non identificabile come una vera e propria impresa o professione – abbia natura commerciale o di lavoro: risulterà quindi fiscalmente rilevante e rientrerà tra i “redditi diversi”, l’attività svolta da chi – in via occasionale – intenda vendere oggetti prodotti artigianalmente, mentre non sarà soggetta a tassazione la persona fisica che, per il tramite di un portale di aste on line, intenda vendere la propria auto usata.
Il commercio elettronico indiretto: particolarità
Approfondiamo adesso la principale peculiarità del tipo di attività più diffuso su internet: quello delle “vendite online professionali” di beni od oggetti.
Nel caso di un “venditore professionale”, la vendita online impone il rispetto della normativa sulle vendite a distanza, prevista nel nostro ordinamento dal Dlgs 185 del 22 maggio 1999.
Questa normativa riconosce all’acquirente il diritto di essere preventivamente informato su tutti gli elementi riguardanti il bene o il servizio offerto, nonché viene garantito il diritto di recesso, da esercitare entro 10 giorni lavorativi a decorrere dalla ricezione della merce ovvero dalla data di conclusione del contratto.
Per l’esercizio di tale diritto, il consumatore è tenuto, di norma, a inviare una raccomandata con avviso di ricevimento presso la sede del venditore.
Se ne deduce che, affinché un venditore professionale possa vendere regolarmente la propria merce all’interno di un portale di aste online, è necessario fornire una chiara informativa in merito all’esistenza di tale diritto nonché alle modalità per esercitare il diritto stesso.
Da un punto di vista fiscale, infine, sono da segnalare due aspetti in ambito Iva:
- ai sensi dell’articolo 35 del relativo decreto, è richiesto l’obbligo di indicare, in fase di apertura di
partita Iva, l’eventuale indirizzo del sito web utilizzato per la commercializzazione dei propri prodotti, nonché di dare evidenza – all’interno del sito stesso – del proprio numero di partita Iva; - in presenza di vendite a distanza nei confronti di clienti di altri Stati comunitari, tali cessioni possono essere comunque assoggettate a imposta italiana (in deroga al principio generale che ne prevede l’applicazione solo per le cessioni di beni sul territorio nazionale), qualora l’ammontare delle cessioni complessivamente effettuate nell’anno in corso e in quello precedente verso tali Paesi non superi determinate soglie, diverse per ciascuno di essi.
Dottore Commercialista e Revisore Contabile
Studio Benedetti Dottori Commercialisti
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95 commenti a “Commercio elettronico professionale od occasionale: quali adempimenti?”
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Innanzitutto complimenti per l’esauriente trattazione.
In secondo luogo, in virt di quanto da lei detto sulla tipologia dei redditi occasionali e “diversi”, vorrei farle una domanda precisa:
Se un mio amico, al quale non interessa in alcun modo l’e-commerce, ha un’attivit di compravendita e ha delle rimanenze di oggetti invenduti, potrei io (non titolare di partita IVA) prenderli da lui e venderli on line, dichiarando le somme ricavate come redditi diversi?
Ovviamente stiamo parlando di somme basse (200 euro di ricavo al massimo?), e di non ripetitivit (nel senso professionale) della vendita.
Un saluto un ringraziamento a tutti e a b2commerce.it
In questo caso non credo ci sia bisogno di alcunch. Basta vedere come funziona eBay.
Beh,tra quello che vien fatto su ebay e quello che si pu fare c’ un abisso…
Il problema potrebbe sorgere in rapporto all’acquisto originario dei beni.
Infatti potrebbe configurarsi come vendita indiretta da parte dell’”amico” che ha un’attivit commerciale.
Quindi ritengo sia necessario che “l’amico” emetta regolare fattura (o scontrino, o ricevuta fiscale) per la vendita dei suddetti beni.
Poi quando lei provveder alla vendita degli stessi in via del tutto occasionale e non professionale, generer quindi un “reddito diverso”.
Ovviamente tale procedura, a rigor di logica oltre che di legge, non potr essere ripetuta in altre occasioni, per non dar luogo ad una vera e propria attivit commerciale.
Sono un commerciante di prodotti non alimentare su aeree publiche.sono in regola con tutte le autorizzazione.Ho un commercialista chi me fa tutti gli addempementi fiscali.
Posso vendere su Internet i prodotti che vendo normalmente nei mercati.Se, si come me devo comportare sul piano fiscale.Grazie.
Salve a tutti,
allora veniamo subito al dunque. Ho scoperto recentemente l’esistenza di siti di compagnie che praticano il drop ship ( consegna del prodotto direttamente al cliente ), i quali propongono diverse tipologie di prodotti a prezzi veramente concorrenziali. Per poter acquistare i prodotti per, ho notato che necessario disporre di partita IVA. Quello che vorrei sapere :
- Se decidessi di arrotondare e fare qualche euro vendendo saltuariamente qualcuno di questi prodotti sulla piattaforma di Ebay, come dovrei procedere?
Voglio dire, quali procedure legislative dovrei seguire? Ed inoltre, che cifre dovrei investire?
Risposta a ZOUHAIR JAMAL:
sicuramente il commercialista che la segue, o comunque un consulente di fiducia, potr darle tutte le informazioni necessarie col dovuto grado di approfondimento.
In questa sede, che forzatamente non pu trattare esaustivamente queste tematiche, posso comunicarle che sicuramente pu vendere anche tramite il canale di internet ci che normalmente vende su aree pubbliche.
I principali adempimenti sono:
- comunicazione al Comune dove verr svolta l’attivit dell’inizio dell’attivit di commercio elettronico;
- comunicazione in Camera di Commercio dell’inizio dell’attivit di commercio elettronico
- comunicazione all’Agenzia delle Entrate.
La vendita su internet potr comportare (ma potrebbe non essere necessario) una nuova tipologia di fatturazione o di emissione di ricevute fiscali, o addirittura potr prevedere la non emissione delle stesse (in quanto inquadrabile come “vendita per corrispondenza”).
Queste ed altre implicazioni fiscali, per la loro specificit, necessitano comunque di maggior informazioni in merito alle caratteristiche dell’attivit.
Per maggior informazioni pu scrivermi in privato all’indirizzo che vede in calce all’articolo.
Risposta a FEDERICO:
il drop-ship una forma di commercio elettronico molto particolare che sar sicuramente oggetto di un prossimo articolo su B2COMMERCE.IT date le sue peculiarit e la sua recente diffusione.
Per rispondere brevemente alle domande (procedure legislative e investimento nell’attivit):
- per la posizione IVA: vale sempre la regola dell’abitualit descritta nell’articolo pubblicato. D’altronde se si opera con merchant che offrono il servizio di drop-ship l’apertura della partita IVA si rende necessaria e data la peculiarit dell’attivit che si andrebbe a svolgere, si potrebbe scegliere la configurazione fiscale pi conveniente a seconda di come si intender svolgerla: se si preferisce ricoprire un ruolo pi da “intermediario” si potr aprire una posizione come “agente”, altrimenti se si preferisce ricoprire un ruolo da vero e proprio commerciante, magari in previsione di un futuro svolgimento “tradizionale” dell’attivit di commercio elettronico, allora si potr aprire una posizione come “ditta individuale”.
Le differenze tra le due configurazioni sono molteplici, ognuna prevede differenti deducibilit/detraibilit di costi o imposte e andrebbero analizzate nel dettaglio.
- l’investimento iniziale, per il drop-ship, per definizione stessa del metodo, quasi nullo: infatti il venditore pu beneficiare dell’assenza di magazzino (perch il magazzino viene tenuto dal merchant che gli offre il servizio di drop-shipping). Gli unici investimenti saranno nella comunicazione e nella promozione: a seconda dei risultati che si vogliono ottenere e del pubblico che si vuole raggiungere, vi possono essere quindi diversi livelli di investimento in comunicazione, dallo zero assoluto a cifre anche importanti: di sicuro per iniziare, se si dotati di una buona esperienza, si pu anche decidere di investire cifre molto basse.
Di sicuro, ci che importante nell’attivit di commercio elettronico tramite drop-ship, avere dei buoni rapporti (possibilmente gi avviati) con dei merchant: solo in tal modo si possono spuntare convenzioni vantaggiose sulle commissioni di vendita, sui tempi di consegna e sulle disponibilit di magazzino, tutti elementi che assicurano il successo dell’attivit.
Grazie mille Giulio, molto esauriente. In realt per, per quanto riguarda l’investimento iniziale mi riferivo pi che altro ai costi relativi all’apertura e mantenimento dell’ attivit di agente o commerciante vero e proprio. Insomma, vorrei sapere approssimativamente a quali pagamenti e tassazioni sarei sottoposto nel caso in cui decidessi di svolgere un ruolo di agente, o volessi aprire una ditta individuale.
Grazie in anticipo.
Per quantificare in anticipo i costi e le imposte che si andranno a pagare, si dovrebbe avere una idea di massima del fatturato e dell’utile che si prevede di realizzare.
In linea di massima la tassazione pu attestarsi in un range che va dal 20% al 40% dell’utile (per una attivit agli inizi).
Per la consulenza (in parole povere il costo del commercialista) necessario un preventivo specifico, ma posso dirti che potrebbe aggirarsi attorno al 5% – 10% del fatturato.
Salve, mi chiamo Maurizio e ho 24 anni.
Sono le troppe tasse che secondo me non agevolano il commercio e in questo caso l’e-commerce.
PUNTO 1 – INPS-
da 0 a € 12.000,00 di fatturato si pagano € 3.600 di INPS
poi all’aumentare del reddito aumenta l’importo dell’imposta.
PUNTO 2 -P.IVA
Il discorso p.iva lo posso anche accettare perche’ tanto e’ si paga ma poi si recupera, anzi e’ comoda perche’ se si e’ a credito di iva si possono scaricare tante cose inerenti all’attivita;
PUNTO 3 -IL FATTURATO
Lo stato per chi non lo sapesse si prende il 49% di cio’ che il soggetto giuridico fattura (e non capiscono perche’ la gente fa il NERO), vale a dire che se vendo a 100 devo dare 49 e tenermi 51?
Ma questo vi sembra giusto? Questa e’ una dittatura socialista, buona parte del guadagno se lo intasca lo stato che poi ci ringrazia imponendo tasse allucinanti.
Chi fattura tutto purtroppo non si arricchira’mai, infatti chi ha fatto i soldi e’ perche’ non ha……
Ma bando alle ciance perche’ potrei scrivere per ore ed entrare nello specifico ma non ci interessa.
Poniamo un esempio di un fatturato di Euro 12.000,00 in un anno, una media di € 1000 al mese, neanche malaccio anche se si puo’ fare di piu’.
€ 12.000,00 -
€ 3.600,00 – (INPS)
€ 6.000,00 – (49% CHE SI PRENDE LO STATO)
_______________________
€ 2.400,00
MI SBAGLIO? NON E’ COSI’? SPERO TANTO DI SBAGLIARMI E DI NON AVER CAPITO NULLA.
GRAZIE
Ciao Maurizio,
grazie per il tuo messaggio, ma quello che riporti completamente errato.
Primo perch con 12.000 € attesi di fatturato forse il caso di lasciar perdere un’attivit professionale come quella de venditore, a meno che non si vendano prodotti con una marginalit del 50%/60%.
Inoltre, la pressione fiscale non del 49% per tutti, ma va a scaglioni, ma qui pu aiutarci meglio Giulio.
Inoltre nel totale del fatturato vanno tolte TUTTE le spese, compreso l’acquisto della merce. Le tasse si pagano sull’utile di esercizio e solo su quello. Quindi quello che resto dopo aver tolto queste spese.
Mettiamo che per 12.000 € l’acquisto dei prodotti da vendere incide di un 60%, quindi il margine netto sarebbe di 4.800 €.
A questo vanno tolti i costi relativi all’attivit (dal commercialista, all’abbonamento ad Internet, alla corrente, alla sede, etc…), poi su quello che resta si calcolano le tasse.
In realt un pelino pi complesso il calcolo, ma l’ho fatto per semplificare. Comunque, un’attivit di vendita on-line da cosiderare a tutti gli effetti un’attivit imprenditoriale ed i conti vanno fatti per bene all’inizio, altrimenti si rischia di rimetterci un sacco di soldi.
Confermo quanto scritto da Roberto.
Il calcolo delle imposte non si esegue sul fatturato, ma sull’utile d’esercizio. Nel calcolo stesso, inoltre, subentrano tutta una serie di variabili tali da renderlo particolarmente complesso.
Ad ogni modo, tenendo conto delle dovute distinzioni e peculiarit di ogni singola attivit, generalmente le Imposte, i Contributi e le Tasse (Irpef, Irap, Inps, ecc…ecc…) incidono per un 60-65% su un reddito che supera i 40mila euro.
buonasera, vorrei un consiglio perch mi piacerebbe trasformare in attivit il mio hobby, realizzare bigiotteria artigianale e venderla su Internet (commercio elettronico/vendita per corrispondenza) .
Vorrei sapere oltre alla comunicazione al Comune e alla Camera di Commercio, se devo necessariamente aprire una ditta individuale e partita iva, se devo avere un laboratorio o se posso farlo da casa, e i costi annuali a cui va’ incontro un commerciante elettronico.
Grazie tante
Carl@
Innanzitutto sulla necessit di “aprire partita IVA” (cio aprire una posizione come Ditta Individuale o Lavoratore Autonomo presso l’Agenzia delle Entrate) l’articolo sopra pubblicato pu fornire spunti iniziali di riflessione: sicuramente, nel caso si provveda a comunicare l’inizio dell’attivit di Commercio Elettronico presso il Comune o presso la Camera di Commercio, necessario aprire anche la posizione presso l’Agenzia delle Entrate, in quando l’apertura di una posizione presso uno qualsiasi degli enti sopra citati, comporta la necessit di comunicazione a tutti gli altri.
Per quanto riguarda il luogo di svolgimento dell’attivit: pu essere svolta anche presso la propria abitazione, non vi nessuna preclusione o requisito particolare.
Per quanto riguarda i costi annuali, bisogna distinguere tra le varie tipologie di costi: burocratici (aperture posizioni CCIAA e Agenzia delle Entrate, che possono aggirarsi attorno ai 200 – 500 euro l’anno), di consulenza (commercialista: pu variare a seconda del fatturato, partendo da una base di circa 1.000 euro), od operativi (dipende dal tipo di attivit svolta).
salve,
spero possiate darmi un consiglio….
Sono appassionata di arti creative realizzando creazioni floreali.
Ho deciso di aprire un sito per mostrare le mie creazioni e per conoscere nuove tecniche con chi desidera condividere con me questa passione.
Occassionalmente vendo ci che creo ma non per scopo di lucro, solo per recuperare ci che spendo per il materiale e per…come dire “premiarmi” per il tempo che trascorro per crearle.
Nel mio sito questo aspetto ben specificato….NON E’ UN SITO DI VENDITA….
Il consiglio che chiedo proprio questo…non vorrei evadere tasse o altro, posso continuare a mostrare le mie creazioni?
Grazie
Saluti Stefania
Salve a tutti vorrei porvi un quesito riguardo il pagamento dell’ ICI commerciale. Aprendo un sito di e-commerce con la sede legale nella mia abitazione e avendo il magazzino sempre all’interno della mia abitazione devo pagare l’ici commerciale per tutta la casa? Anche se la mia attivit rimane soltanto SOLO vendita on-line e quindi a casa mia non ho un negozio reale?
salve,mi chiamo francesco,sono un dipendente di un’azienda che commercia rubinetteria,quindi pago gia’ i miei contributi fissi mensilmente,tipo inps-inail ecc ecc,siccome ho in mente di aprire una attivita di commercio elettronico,venderei abbigliamento ed elettronica,vorrei sapere da voi se sar esentato dal pagare inps ed inail visto che gia pago con il mio lavoro fisso di 8 ore al giorno,se possibile sapere a che spese andro’ incontro di tassazione a fine anno oltre che al commercialista,grazie anticipatamente della risposta ,saluti da francesco
Fin da ragazzo sono stato appassionato di strumentazione ottica in particolare di quella destinata alla osservazione astronomica che costituisce la mia vera passione.
Nel corso degli anni, quindi, ho accumulato una notevole quantit di “pezzi” (anche non integri e completi) acquisiti, su mercatini, da amici, etc. da poter poi assemblare per realizzare strumenti completi da destinare al mio hobby, per mio uso e consumo.
Sono quindi, in buona misura, anche un auto costruttore.
Inoltre, capita a volte di aver la necessit di reperire un dispositivo mancante ed essenziale nella definizione dello strumento e per questo mi rivolgo a ditte italiane o estere presso le quali, per spuntare un costo inferiore, acquisto pi di un pezzo, con la speranza di poter rivendere ad altri
il superfluo, magari inserendolo anche in uno strumento completo che con altri parti che posseggo, vado a ricostruire. Tali acquisti sono del tutto regolari: con fattura da parte della ditta venditrice, Iva e dazio che pago alla dogana tramite il Corriere.
Ora viene la mia domanda.
Le vendite occasionali dei beni realizzati come sopra specificato sono soggette a regimi fiscali particolari? Quali? Come devo comportarmi con gli acquirenti, privati e non, e nei riguardi del fisco?
E se gli acquirenti fossero delle Pubbliche Aamministrazioni, Scuole, Associazioni riconosciute?
Per me molto difficile stabilire se l’introito delle vendite comporta una parte di utile (o una perdita addirittura) o il “recupero” dei costi inserendo anche la mia mano d’opera, che sicuramente non manca in tutte queste realizzazioni. Quello che faccio pagare e ben inferiore a quello di analoghi strumenti che si trovano sul mercato e prodotti da Aziende Commerciali.
Grazie in anticipo della risposta che spero di ottenere.
Complimenti per gli articoli al Dott. Giulio e a tutti quelli che hanno contribuito. E’ parecchio che stavo cercando articoli di questa natura….In merito all’oggetto volevo approfondire la “vendita saltuaria” in quanto il sottoscritto vorrebbe pi che altro detrarre i costi di esercizio per il mantenimento di una barca a vela (bozzelli, vele ed accessori vari), poi in seconda battuta magari fornire saltuarriamente alcuni di questi accessori a terzi ON-LINE. Come molte delle persone in questo forum, mi preoccupa la posizione fiscale, considerando appunto che non si tratta di attivit prevalente, pertanto volevo chiedere al Dott. Giulio la strada da percorrere per formare una “societa” magari no profit stile club per autosponsorizzarsi o roba del genere, in maniera tale da ridurre il pi possibile i costi del materiale, fornendo eventualmente ai soli “soci” parte di questi materiali. Consideri che attualmente sto attivando un sito nel quale si accenna alla possibilit di acquistare ON-LINE, ma vorrei tenere la cosa pi sull’amatoriale/associazione sportiva no profit.. Potete fornirmi indicazioni relative all’obbligo INPS o basta la partita IVA? E sotto quale codice di attribuzione (associazione, club)??? E’ necessaria l’iscrizione camera di commercio?? Ringrazio per la disponibilit.
Marcello
risposta a STEFANIA PORTESI:
ritengo che se viene rispettata l’occasionalit e soprattutto la caratteristica del “rimborso spese” e quindi l’assenza del fine di lucro, l’attivit possa essere svolta senza necessit di aprire una posizione fiscale specifica.
E’ ovviamente da valutare se tali ricavi possano rientrare invece tra i cd. “redditi diversi”
risposta da ANDREA in merito all’ICI: l’imposta comunale sugli immobili si versa in relazione all’accatastamento degli immobili.
Quindi le relative aliquote e i relativi redditi sono determinabili in base all’accatastamento, alla zona censuaria e altri parametri, che non vengono influenzati dall’attivit che viene svolta in tali locali.
Ovviamente tutt’altro problema quello relativo alla possibilit di svolgere determinate attivit in determinati locali, o alla deducibilit dei costi sostenuti.
risposta a FRANCESCO in merito alla sua attivit di lavoro dipendente ed autonomo:
la gestione INPS relativa ai dipendenti divisa rispetto alla gestione INPS relativa ai lavoratori autonomi o artigiani: quindi necessario contribuire ad entrambe le gestioni, nel caso si svolgano entrambe le tipologie di attivit.
Per l’ammontare dei contributi da versare: variano a seconda del reddito e della sua tipologia. Infatti anche la gestione commercianti si differenzia dalla gestione artigiani o dalla gestione separata dei lavoratori autonomi.
Sostanzialmente si pu ritenere, con estrema (ed anche parzialmente errata) approssimazione che l’aliquota contributiva per un lavoratore autonomo si aggiri attorno al 21-24 % dell’utile d’esercizio.
Anche la tassazione IRPEF varia a seconda degli scaglioni di fatturato, mentre la tassazione IRAP si attesta al 4,25% dell’utile d’esercizio (attenzione: utile fiscale, e non utile contabile, in quanto non tutti i costi sono deducibili fiscalmente).
Anche il commercialista varia le sue parcelle a seconda del fatturato del cliente, oltre che degli adempimenti e dell’impegno che la sua attivit richiedono.
Come sempre, il consiglio migliore quello di fissare un incontro con un consulente e “dedicare” un’oretta a sottoporgli tutti i dubbi, le richieste e i progetti.
risposta a MARCELLO: ho risposto pi dettagliatamente via mail, ad ogni modo ritengo che siano necessarie maggiori informazioni in merito all’attivit in oggetto. Infatti potrebbe essere configurata come attivit NON occasionale, e quindi soggetta a tutti gli adempimenti del caso.
Noto con piacere che questo post diventato quasi un forum
Salve sono Francesco D. sono procaccaitore d’affari ho realizzato un sito ecommerce su prodotti di genere Non Alimentare potrei vendere online. grazie
Se io vendo su eBay miei oggetti o libri usati, con la frequenza di 2-3 oggetti alla settimana, posso considerare questo commercio occasionale e quindi non ho alcun adempimento fiscale? Grazie!
mi associo alla domanda di eclissi parziale…le eventuali plusvalenze (da calcolare nonsocome) tra il prezzo (originario) di acquisto ed il prezzo di vendita, sono da considerarsi redditi diversi? anche se la vendita solo occasionale e di beni usati propri? grazie
Buongiorno, sono un dipendente e nel tempo libero vorrei iniziare un’attivit di drop shipping su ebay e qui sorge il dubbio/domanda: aprendo partita IVA, pagando tutti gli oneri necessari (INPS, e tutto il resto), commercialista, insomma tutto quello che serve per essere perfettamente in regola, qual’ il fatturato/utile annuo minimo che mi permetterebbe di non intaccare il reddito da dipendente?
Mi spiego meglio con un esempio: con un fatturato di 10000 euro/anno di cui 2000 di utile (margine del 20%) , questo non coprirebbe le spese (costi burocratici e di consulenza) da quanto ho capito, con lo stesso fatturato 10000€ qual’ il margine che permetterebbe di coprirle?.
pensando pi in grande a un fatturato di 30000€ le cose cambierebbero se il margine fosse intorno al 15-20% ?
Sto cercando di capire qual’ la “soglia minima di ingresso” per intraprendere l’attivit, poich non semplice trovare e consolidare rapporti con fornitori e vorrei farmi un’idea prima di rimetterci.
Grazie in anticipo per la Vostra risposta!
Risposta a MAURO:
il tutto sta nel preparare un business plan adeguato, tenendo conto dei costi fissi e dei costi variabili.
I costi fissi per una attivit di drop shipping sono volutamente molto pochi (la forza del drop ship proprio questa). Quindi al massimo attorno ai 1.500 euro l’anno (commercialista+camera di commercio+varie).
Il resto sta tutto nei costi variabili che andranno quantificati a seconda di come si intenda strutturare l’attivit.
Le imposte (variabili, appunto) sono facilmente quantificabili sull’utile fiscalmente previsto: le aliquote marginali Irpef variano dal 23% al 43%, l’IRAP del 4,25% e l’INPS mediamente del 23%-26% (ma attenzione ai “minimi” che un commerciante deve pagare, indipendentemente dal fatturato)
Buonasera,
vorrei gentilmente sapere: se io avviassi un’attivit di e-commerce dove vendo ci che acquisto da grossista/azienda e quindi inviando io la merce al consumatore finale, sarei io ad emettere poi lo scontrino fiscale e inviarlo insieme alla merce.Cosa succede se avvio un’attivit di e-commerce (drop ship) con sito e negozio on-line dove gli acquirenti acquistano direttamente da me prodotti che io acquisto da altri ma che si occupano loro di spedire, come farei io a spedire lo scontrino fiscale?Dovrei spedirlo separatamente?
2) Che figura giuridica dovrei assumere se volessi fare “e-commerce indiretto”: acquistare tramite la mia partita IVA e vendere su un mio sito internet prodotti vari(non alimentari) proponendomi inoltre ad aziende in qualit di agente/intermediario per vendere la loro merce senza fare magazzino e quindi in drop ship?
3) Ultima: se compero al Mercatino dell’usato un oggetto e lo rivendo on-line dovr emettere scontrino fiscale ma dato che il commerciante di piazza non mi ha emesso niente come posso figurare l’acquisto dell’oggetto in Bilancio?
Buonasera Sig. Cassina,
1) la vendita tramite internet (anche quella attraverso il metodo del drop ship) configurabile come vendita per corrispondenza, come tale ha specifiche regole per quanto riguarda la certificazione dei corrispettivi e quindi l’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale. Ovviamente andrebbe analizzato il caso concreto, ma per la maggior parte dei casi si pu affermare che dovuta solo l’emissione della fattura ove richiesto dal cliente. Questa verrebbe ovviamente spedita al domicilio del cliente a seguito di sua richiesta. Ci che accompagner la merce sar solo il documento di trasporto o la fattura accompagnatoria.
2) se intende fare entrambe le attivit, ovviamente dovrebbe attivare due differenti codici attivit ai fini IVA, ma la “forma giuridica” che intende lei pu essere quella ritenuta migliore dal punto di vista della convenienza personale. Quindi pu benissimo costituire una societ (di persone o di capitali) o come persona fisica intraprendere l’attivit di Agente o di Ditta Individuale.
3) il “commerciante di piazza” dietro sua richiesta deve emettere la relativa documentazione di vendita.
Gentile Dott.Giulio la ringrazio vivamente per la sua risposta e le invio i miei piu cordiali saluti. Giovanni
Prima di tutto complimenti per il curatissimo articolo del Dr. Giulio Benedetti sul commercio elettronico.
Vorrei cortesemente presentarvi un mio quesito:
un lavoratore autonomo che si iscriva all’Iva per un’attivit artistica, alla Camera di Commercio come lavoratore autonomo e all’Inps nella gestione separata, pu svolgere commercio elettronico? Oppure obbligatorio che all’Agenzia delle Entrate prenda un codice per attivit commerciale, alla Camera di Commercio si iscriva come commerciante e all’Inps nella gestione previdenziale per i commercianti? Vorrei specificare che si tratta di un artista che desidera vendere le proprie opere firmate e numerate e che, nell’ambito della sua attivit, far anche altro, come partecipare a mostre d’arte o a pubblicazioni. Quindi, non un commerciante.
Grazie infinite per la vostra disponibilit.
innanzitutto un lavoratore autonomo non deve iscriversi in Camera di Commercio (in quanto non produce reddito d’impresa ma, appunto, di lavoro autonomo).
In secondo luogo: evidente come l’attivit artistica o professionale non pu coincidere con l’attivit di commercializzazione delle opere. Qualora il commercio delle opere stesse (proprie e altrui) venga a configurarsi come una vera e propria attivit commerciale, sar necessario inquadrarla come tale anche presso l’Agenzia delle Entrate e la Camera di Commercio.
Qualora invece la vendita dei propri prodotti sia esclusivamente legata alla propria attivit artistica, evidente come i compensi per le opere facciano parte della remunerazione dell’artista.
Gentile Dr. Benedetti,
grazie infinite per la sua utile risposta. Non facile districarsi fra le distinzioni della legge, ma adesso ho certamente le idee pi chiare sul da farsi.
Ho visitato il suo sito su http://www.studiobenedetti.eu/, che ho trovato molto interessante.
Molti cordiali saluti,
Aldo.
CHIEDO SCUSA, RIPETO IL MESSAGGIO A CAUSA DI UN ERRORE TYPO
Gentile Dr. Benedetti,
grazie infinite per la sua utile risposta. Non facile districarsi fra le distinzioni della legge, ma adesso ho certamente le idee pi chiare sul da farsi.
Ho visitato il suo sito su http://www.studiobenedetti.eu/ che ho trovato molto interessante.
Molti cordiali saluti,
Aldo.
ANCH’IO CHIEDO SCUSA, SI E’ VERIFICATO UN ERRORE DURANTE L’INVIO PRECEDENTE
Buonasera Dott. Benedetti,
prima di tutto vorrei ringraziarLa per tutta l’informazione molto utile che pubblica in questa pagina!
Volendo avviare un’attivit di commercio elettronico (indiretto) di gioielli in metalli/pietre preziose con un proprio negozio online, mi incuriosisce se possibile svolgere questo genere di attivit dalla mia abitazione visto che non ricever clienti ma consegno la merca via posta? Vorrei farlo a tempo pieno e aprire una partita IVA. Ho per qualche dubbio se la Sua risposta gi fornita il 28.10.2007 ha validit anche per la vendita online di gioielli?
>Per quanto riguarda il luogo di svolgimento dell’attivit: pu essere >svolta anche presso la propria abitazione, non vi nessuna >preclusione o requisito particolare
Sar necessario una licenza di pubblica sicurezza anche se non vendo tramite un negozio fisico?
Complimenti ancora
Rachel
Salve, vorrei una piccola spiegazione semplice per favore, se io volessi vendere su internet (aprendo un mio sito come negozio on line) oppure nelle bacarelle ma occasionalmente (tipo una domenica ogni 2 o tre mesi il tempo che occorre per preparare una buona nuova collezione di accessori) miei prodotti artigianali oppure che ho gi a casa o che comprerei come normale cliente per poi modificarli secondo il mio senso artistico in altri nuovi accessori da vendere posso farlo senza aprire nulla ne partita iva ne licenze ne robe varie, poich non sarbbe per me un unico lavoro continuativo ma occasionale sporadico ci messo li quando capita capita? E’ legale o potre avere problemi se mi chiedessero lo scontrino? Si parla di importi piccoli (costi di collane, bracciali ecc). Grazie
Salve sono Pina ma son 2 giorni qui non risponde pi nessunoooo? Per favore vi prego per gentilezza mi date una risposta Voi che siete un esperto agli altri avete risposto in modo molto completo e competente. grazie,infinite.
Premessa: questo non un “forum” (sebbene ne assuma sempre pi l’aspetto), ma una raccolta di commenti all’articolo pubblicato: le risposte ad eventuali domande non possono quindi essere tempestive.
Premesso questo, la Sig.ra Pina potr trovare risposta alla sua domanda chiedendosi veramente cosa intende per
“lavoro sporadico messo l quando capita capita”
come da lei stessa definito.
Infatti la partecipazione a mercati come quelli itineranti o pubblici, presuppone un’organizzazione del lavoro (oltre a richiedere precisi permessi comunali per l’esercizio, altrimenti si rientra nel cosidetto “abusivismo ambulante”), mentre per le altre caratteristiche del lavoro “occasionale” (la non ripetitivit, la mancanza di organizzazione di persone e di mezzi, ecc…) potr trovare suggerimenti nel testo dell’articolo.
Il problema sempre lo stesso: una vendita una-tantum pu permettere di non identificarsi fiscalmente, qualche vendita saltuaria e senza lucro pu essere avviata, ma il buon senso di ognuno pu far comprendere quando questa attivit diventi organizzata, volta al lucro e quindi necessariamente regolarizzata
Grazie mille per la risposta, grazie ancora e mi scusi. Buon lavoro.
Buongiorno,
vorrei aprire una attivit in regola come venditore professionale su ebay, cosa devo fare? So che devo prendere la partita iva, ma in che settore? E quanto mi verrebbe a costare pi o meno di tasse annue?
Vorrei vendere prodotti misti, dal telefonino alla semplice polo o al giubbotto ecc…..potete aiutarmi?
Grazie di cuore per l’aiuto!!!!
Buongiorno,
Sono un lavoratore dipendente ( 8 ore ) .Io e mio marito abbiamo registrato il nostro marchio.Vogliamo intraprendere nel nostro tempo libero un attivit� SECODARIA di produzione ( 10% ) e vendita ( 90%) di abbigliamento sportivo. ( produzione del primo campione effettuato da noi, serie circa 20-30 capi presso aziende di produzione , vendita diretta a squadre sportive e vendita on line ).Vorrei sapere se:
-� possibile produrre il primo campione all’interno della nostra abitazione ?
-� possibile produrre alcuni capi ‘’su misura” sempre all’interno della nostra abitazione ?
-dobbiamo avere uno spazio esterno dalla nostra abitazione come magazzino, oppure, visto che si tratta dell’attivit� secodaria e visto che la quantit� di ad esempio : tessuti che acquisteremo direttamente /alri accessori sportivi per venderli on -line , non sar� ”eccessiva”, possiamo utilizzare la nostra abitazione anche come il magazzino?
Se si, ci sono delle regole particolari da eseguire ? Oppure dobbiamo comunque avvalerci del magazzino esterno?
In quanto vogliamo evitare le spese iniziali troppo alte…
Vi ringrazio in anticipo della Vs.cordiale risposta in merito.
Susanna
Buon giorno grazie per le numerose informazioni segnalate nel presente articolo, ho un piccolo dubbio e cio se io mi iscrivo all’agenzia delle entrate tramite il modello per l’assegnazione IVA poi mi dovr iscrivere anche alla camera di commercio oppure non c’ ne bisogno perch tale iscrizione viene fatta dall’agenzia delle entrate ? cos anche per l’INPS?
Grazie Gilberto
RIPOSTA A GILBERTO:
recentemente stata promossa la procedura “unica” di inizio attivit (fa parte del pacchetto “semplificazioni” del Ministro Bersani), ma mancano ancora tutti i decreti attuativi e le Camere di Commercio non sono ancora pronte per l’attuazione della procedura che consentirebbe con un’unica comunicazione di aprire la posizione CCIAA, INPS e Ag. Entrate.
Al momento attuale, quindi, necessario recarsi fisicamente, o dare incarico ad un intermediario abilitato (consulenti fiscali) affinch presenti le pratiche telematiche, presso ogni singolo ufficio di INPS, CCIAA ed Agenzia Entrate.
RISPOSTA A SUSANNA:
non esistono obblighi fiscali o burocratici in merito all’esistenza fisica di un “magazzino”: questo esiste se fisicamente si ha la necessit di immagazzinare la merce o le materie prime.
Per tutto ci che riguarda permessi/requisiti/caratteristiche dei locali in cui viene svolta l’attivit o viene conservata la merce, necessario:
- verificare le richieste specifiche di ogni singolo Comune o Asl, in quanto possono variare da zona a zona;
- verificare la tipologia di attivit svolta e i materiali che concretamente vengono lavorati, e verificare che il Comune o la CCIAA non richiedano adempimenti particolari.
RISPOSTA AD ELEONORA:
le consiglio di rivolgersi ad un amico/parente/conoscente che ha gi intrapreso o si gi informato sull’attivit che intende svolgere.
Infatti da quel poco che riportato sul suo messaggio mi pare di capire che non ha ancora sviluppato un idea concreta e ben definita dell’attivit che intende svolgere, quindi posso solo consigliare di entrare in contatto preliminarmente con chi ha gi percorso certe vie, per avere le idee un attimo pi chiare.
Su questo stesso sito internet, o su altri forum dedicati al settore, potr trovare tante esperienze ed aiuti concreti.
Buongiorno Dottore, La ringrazio infinitamente per la gentile attenzione che mi ha dedicato. Mi informer attraverso la Camera di Commercio e qualche forum dedicato poich non conosco nessuno che abbia intrapreso questa strada. Credo che in questo caso La Cdi M possa aiutarmi (spero).
Ancora grazie di cuore per il tempo che mi ha dedicato.
Buon pomeriggio.
Cordiali saluti.
Eleonora
salve, volevo maggiori delicidazioni sulla vendita su e-bay; io vendo circa una trentina di prodotti la settimana su e-bay, ovvero la media di 5 al giorno, tutto cio’ da piu di due anni?credo quindi di non essere piu un “venditore saltuario” ma certamente un “venditore professionista”; mi sbaglio?
vista la mia situazione, che tasse devo pagare(sempre se le devoi pagare)?
spero mi possiate aiutare, cerco delucidazioniin materia d amesi. grazie Antonio
Gent.Le Dott.Giulio,
La ringrazio della Sua cortese risposta in merito alla mia domanda,come dal Suo consiglio mi informer presso il nostro Comune.
Grazie ancora di tutte le informazioni utili che fornite e un augurio di buon lavoro.
Cordialmente ,
Susanna
Buongiorno,
Vorrei sottoporre il mio quesito. Sono un lavoratore dipendente e per hobby realizzo disegni, ritratti, acquerelli. Vorrei aprire un sito per farli vedere e occasionalmente venderne qualcuno. Ci sono adempimenti fiscali ai quali si assoggettati in questo caso?
Grazie,
Marco
Buongiorno Dottore…
sto per intraprendere un attivit di commercio on-line…
non produrr grosse entrate, ma prima di pubblicarlo su un dominio devo mettermi in regola o ho un tempo minimo per poter provare il mio servizio.
Ad esempio fino a qualche mese f, per un anno ho fatto l’agente di commercio per diverse aziende e lavoravo in ritenuta d’acconto poich sapevo di una certa legge Biagi che fino ai 5.000 di ricavo annui ti permetteva di non aprire partita iva.
Questa cosa rimane valida anche per il sito e-commerce?
Attendo una vostra gentile risposta.
Grazie mille.
Buongiorno,
sono il titolare di un negozio ed ho un dominio registrato che per il momento utilizzo solo come pagina di contatto.
Sono in procinto di svolgere tutti gli adempimenti necessari a svolgere un’attivit di commercio elettronico.
Un cliente mi ha chiesto se potevo spedirgli un prodotto.
La mia domanda la seguente, non avendo ancora presentato le apposite domande, la singola vendita occasionale (nata da un contatto email) pu essere fatta anche senza avere espletato tutti gli obblighi previsti oppure no?
buongiorno,
sono un dipendente …famose 40 ore settimanali…e per arrotondare vendo le mie cose usate o nuove su un NEGOZIO BASE …DELLUSATO SOMMARIAMENTE…CHE EBAY MI HA PERMESSO DI APRIRE ANCHE SENZA PARTITA IVA…
la mia non una attivita’ di lucro ma semplicemente una attivita’ di recupero soldi spesi male anzi spesso se una cosa le mie figlie l’hanno pagata 10 la rivendo a 3,00 percui proprio una stupiddaggine dire che lucro.
Ora, dopo mille informazioni chieste a commercialisti e ascom nessuno ti sa dire che tipo di “muro” uno non deve passare… spesso il buon senso non basta…
io posso vendermi anche tutto il mio armadio…sono affari miei se poi rimango senza vestiti…ma credo che ci debba essere un tetto massimo per un lavoratore non professionale.
LA MIA DOMANDA CHE ATTANAGLIA LA MAGGIOR PARTE DEI VENDITORI DI EBAY LA SEGUENTE:
ESISTE UN TETTO MASSIMALE ANNUO DA NON DOVER SUPERARE?
GRAZIE PER LA RISPOSTA
RISPOSTA A MARIA TERESA:
il requisito sempre quello della professionalit e abitualit della vendita, non esiste alcun “tetto” per ovvi motivi di differenti prezzi di vendita di molteplici prodotti
RISPOSTA A FABIO:
il commercio elettronico una forma speciale di vendita che deve essere comunicata al Comune di residenza.
Ogni comune ha una sua normativa specifica, quindi dovrebbe controllare nel suo di residenza, ma personalmente non credo ci siano particolari problemi a sviluppare un contatto avuto tramite internet ma che ha portato ad una vendita effettuata tramite canali tradizionali
RISPOSTA A MARCO, MANUEL e ANTONIO:
valgono sempre i requisiti dell’abitualit e professionalit descritti nell’articolo, e l’imposizione fiscale (ovviamente da approfondire caso per caso) quella descritta nell’articolo.
Inoltre i 5mila euro citati non costituiscono un “limite” al di sotto del quale poter operare senza identificazione fiscale:
innanzitutto sono un “limite” solo ai fini INPS (cio chi ha un reddito inferiore ai 5mila euro pu non essere iscritto all’apposita gestione INPS); ma soprattutto devono essere importi percepiti “una tantum” e non a seguito di rapporti continuativi o, se saltuari, che si ripetono per pi volte nel corso dell’anno.
Salve ,
volendo vendere esclusivamente online su ebay uk , costituendo una ltd in inghilterra,ma avendo residenza in italia, acquistando e pagando i prodotti solo ed esclusivamente in inghilterra quindi pagando l iva del 17,5 allo stato inglese, e aprendo una sede rappresentativa in italia da utilizzare solo ed esclusivamente come deposito per smistare le vendite in italia degli ogetti precedentemente acquistati in inghilterra(conviene inviare un grosso quantitativo per volta in italia per ridurre le spedizioni dei sengoli oggetti a carico dell acquirente) a chi bisogna pagare le tasse ? non volendo incorrere nel reato di esterovestizione ?
saluti
Giuseppe
Buonasera,
ho notato che recentemente stanno spuntando come funghi, i siti di aste al ribasso, vedi bidpremium, bidplaza ecc. La cosa mi ha incuriosito a tal punto da voler procedere insieme ad altri miei amici ad aprire un tale tipo di sito. Ora la mia domanda la seguente: quali sono gli aspetti fiscali, cio chi fattura tali tipi di merci (tv, auto, viaggi ecc..) quale il funzionamento di tali tipologie di aste? Certamente chi si aggiudica il bene non paga il valore dello stesso, una tv 16:9 del valore di € 1.600,00 aggiudicata per € 3,58!!
Vi sarei grato se mi ragguagliaste su questa tipologia di commercio se cos si pu chiamare.
Grazie
Salve, vendendo occasionalmente su ebay merce mia personale sia nuova in disuso che usata e rispettando occasionalita , non abitalita e nn professionalit, non occorre p.iva e fin qui ci siamo. Ma quando si considera opportuno mettere tali ricavi nei redditi diversi o posso nn metterli essendo cifre non molto alte? Oltre quale soglia occorre metterli?E se non li metto che problemi si generano essendo vendita occ? E se una persona in teoria nn ha reddito?
Capisco le troppe domande ma questi sono i miei dubbi, spero possano essere tutti e 4 chiariti.Grazie infinitamente per il lodevole servizio che ci sta fornendo!!!!!
sono lavoratore dipendente presso una ditta (che si occupa della manutenzione degli ascensori)per 800€ al mese circa, vorrei aprire una ditta individuale di vendita al dettaglio via internet…ora il mio dubbio uno e grande….mi hanno detto che anche se non vendo niente devo versare circa 2,600€ di inps minimale per la ditta…ma se gi sono lavoratore dipendente (quindi il mio datore di lavoro mi versa i contributi) non esiste l’integrazione dei contributi inps in base al mio reddito complessivo o presunto e che quindi dovrei pagare i contributi solo sulla differenza del reddito, in percentuale, senza versare il fisso avendo gi quelli da dipendente?
Salve,
mi unisco a tutti questi, numerosi, neo venditori, sporadici e non, con un quesito che mi preme molto:
io sono un lavoratore dipendente PUBBLICO… posso vendere professionalmente online? (nello specifico e-bay)
oppure esiste qualche divieto per i dipendenti pubblici? Non credo sia possibile prendere, ad esempio, la pratita iva…
Buongiorno Dottore,
io mi trovo dal lato opposto di questa discussione, sono quasi pronto con la mia pittaforma di e-commerce “TUTTA ITALIANA” tramite la quale gli utenti si iscrivono e iniziano a vendere i propri articoli senza pagare il costo dell’inserione e senza scadenze o aste. La mia domanda questa: dato che la mia attivit sar quella di intermediazione commerciale con gestione totale della compravendita (quindi gestir anche la spedizione dal venditore all’acquirente con i relativi pagamenti), se un utente senza Partita IVA ha una vendita ripetitiva, continua e non occasionale la responsabilit anche mia? anche io sono evasore pur emettendo regolare fattura intestata al venditore per il servizio prestato (fattura del 5% sull’effettive vendite)?
Se vuole dare un’occhiata il sito http://www.comprafacile.it. e trover tutte le spiegazioni cliccando su “INFORMAZIONI PER VENDERE” Attendo una sua graditarisposta.
GRAZIE
Buongiorno.
Vorrei regolarizzare la mia piccola attivit di vendita tramite ebay.
Attualmente ho un fatturato di circa 4000 euro/mese, con un margine medio di guadagno del 45% al lordo delle commissioni ebay pari a circa l’8%
Ho provato a redarre un Business plan per simulare la futura attivit utilizzando, tra gli altri, i seguenti parametri:
- tassazione del 60% dell’utile (ovviamente al netto dei costi operativi etc)
- costo annuo commercialista 1500 euro
- CCIA 300 euro
Vi sembrano dei parametri verosimili ?
Grazie
LUCIANO
26 Marzo 2008
Salve,
sono un ragazzo di 27 anni, laureato in Ingegneria e ho appena sostenuto positivamente l’esame per iscrivermi all’Ordine degli Ingegneri. Vorrei un consiglio perch mi piacerebbe creare un sito di commercio elettronico diretto ( circa come consulenza immobiliare, proposte di vendita o affitto immobili) . Fiscalmente cosa devo fare? Devo aprire una partita iva come ingegnere? Devo iscrivermi all’Inarcassa o all’Inps?
Grazie
Salve, sono un commerciante di biancheria intima su aree pubbliche, sarei interessato alla vendita on-line della mia nerce. Vorrei sapere cosa devo fare per potermi iscrivere, la documentazione necessaria , i costi e per quanto riguarda la parte fiscale se pu essere un proseguo della gi esistente attivit oppure no e se no cosa devo fare. Grazie Giovanni
Salve grazie per la spiegazione. potrei sapere quali sono le soglie per la cessione di beni all’estero nel caso del commercio elettronico indiretto e
se i redditi diversi provenienti dalla cessione di beni verso paesi esteri sono tassabili?
salve ho gi un attivit con partita iva, volevo sapere se iniziando a vendere on line ho bisogno di altri permessi? considerando che diventerebbe una vendita con scontrini fiscali e bolle accompagnatorie a descrizione dei beni venduti…grazie per una sicura risposta.
Ringrazio tutti i lettori per l’attenzione dedicata all’articolo da me pubblicato.
Purtroppo la mole di lavoro di questo periodo (denso di scadenze fiscali) mi impedisce di rispondere in maniera soddisfacente a tutti, soprattutto con riferimento alle domande che richiederebbero un maggiore approfondimento date le loro particolarit (penso ad esempio alla domanda relativa al commercio con sede estera, o alle problematiche Inps).
Il consiglio che posso dare ai pi, quello di prendere spunto dagli articoli pubblicati su questo sito per approfondire le proprie curiosit.
Anche i numerosi e competenti forum o NG presenti in rete possono essere d’aiuto per un’idea generica dei problemi e degli adempimenti.
Qualora, per, si necessiti di una informativa pi approfondita e pratica, necessario rivolgersi direttamente ad un consulente fiscale il quale, sicuramente senza alcun impegno iniziale, potr consigliarvi su come meglio pianificare la vostra attivit.
Ciao a tutti e complimenti per l’assistenza fornita.
Dunque ho preso la PIVA perch voglio vendere su Ebay solo come negozio online aderendo come contribuenti minimi
Come faccio la prima fattuara ? ossia siccome devo mettere la voce di sepsed ispedizione + imballaggio oppure al cliente interessa solo la ricevuta della merce?
Nel pratico: compro a 100 vendo a 130 inoltre la spedizone costa 8 + 2 di imballaggi. Gli faccio una fattura solo da 130 oppure 130 + 10
ed inoltre gli 8 di spedizione poste + 2 di imballaggio li posso detrarre come spese (facendomi dare la fattura intestata da Poste e la fattura dal cartolaio per gli imballaggi) dai famosi 30.000 euro oppure no ?
Esistno dei blocchetti ricevute gi con la nota da aggiungere che sono un contribuente minimo?
La fattura oltre al n° progressivo e in duplice copia (una la tengo io e una la do al cliente) basta che rechi noime e cognome oppureare nome e cognopmoe dell’ acquirente oppure per lege devo mettere obbligatorio mettere nache l’indirizzo completo o anche altro
Grazie in anticipo per la risposta Cordiali saluti
Ciao Gianstefano,
credo che sia il caso di fare un salto da un commercialista per chiarirti un po’ le idee sui concetti base.
Inoltre credo possa darti delle indicazioni pi precise non solo sullo stato di contribuente minimo, ma anche per gli altri adempimenti per l’apertura della partita IVA.
Cmq, se fai una fattura devi indicare, oltre a nome e cognome del cliente, anche gli altri dati come indirizzo, codice fiscale, partita IVA (se azienda).
salve sono un dipendente di un’azienza all’ingrosso di biancheria per la casa.
vorrei aprire un sito e commerce finalizzato alla vendita di articoli per la casa.
il mio dubbio il seguente :posso vendere liberamente prodotti di marca?(gabel etc..)
Salve volevo solo sapere quali adempimenti fiscali dovrei rispettare aprendo un sito di aste al ribasso?
Fatture di merce in ingresso e in uscita ci siamo, ma devo dichiarare e come, la vendita dei famosi pacchetti informativi?
Vi ringrazio a priori certo di ricevere una risposta chiarificatrice
Sperando di riuscire a cogliere uno scampolo dell’attenzione del dottor Giulio Benedetti che ho trovato chiarissimo nelle sue rispote ed esposizioni,
vorrei esporre una situazione particolare che non riesco ad inquadrare nelle casistiche che ho letto nel post/forum peraltro interessantissimo.
Dovendomi liberare di una biblioteca appartentente da decenni alla mia famiglia composta da circa 5000 volumi e da vari documenti cartacei e fotografici,
mi sono trovato di fronte due alternative: vendere tutto in blocco ad un commerciante del settore o vendere tramite ebay singolarmente o in piccoli lotti
i volumi ed i documenti in questione. Ho naturalmente constatato che la vendita in blocco sarebbe stata gravemente penalizzante a livello economico
rispetto alla seconda alternativa. Il prezzo finale realizzato con la vendita in blocco ho stimato che sarebbe stato neanche il 15% del reale valore dei volumi.
Ho optato quindi per la seconda soluzione. La seconda soluzione (vendita dei singoli volumi) implica naturalmente una certa continuativit, nell’accezione
comune del termine, ma non implica a mio giudizio ripetitivit perch si tratta di copie singole di volumi usati tutte edizioni pi vecchie di 5 anni,
salvo rarissime eccezioni di qualche doppione o volume pi recente.
In merito alla professionalit i dubbi si moltiplicano a dismisura. Per ottimizzare la spesa delle inserzioni ebay ho constatato che sarebbe stato conveniente
aprire un negozio ebay, che significa solamente pagare forfettariamente un numero x di inserzioni e che si chiama negozio solo per una strategia commerciale di ebay,
ma che non ha nulla a che vedere con un negozio vero e proprio. Ovviamente, dato che il mio scopo ultimo quello di liberarmi di un bene usato (biblioteca) costituito
da numerose unit singole, non esercito alcuna attivit di compravendita e l’attivit che svolgo, seppure protratta nel tempo per evidenti ragioni non sar abituale
ma si esaurir nel momento stesso in cui porter a termine la vendita del bene usato (biblioteca). Comprendo di essere al limite della definizione legale di abitualit
ed anche, dato che ho comunque un approccio professionale a molte cose, anche al limite di quella di professionalit, non comprendo invece perch dovrei essere penalizzato
rispetto a chi vende una macchina usata da decine di migliaia di euro, quando la mia fattispecie assolutamente assimilabile. Naturalmente mi rassegno anche difficilmente
al fatto di dovere svendere un patrimonio personale solo per accontentare il fisco e non avere problemi. Avevo pensato anche di usufruire dell’Interpello, stilando un
preciso elenco dei volumi e dei documenti, facendolo in qualche modo autenticare e trasmettendolo all’agenzia dell’entrate insieme alla mia intenzione di non considerare
il ricavo della vendita dei volumi come reddito per le ragioni esposte sopra. Inviterei anche i funzionari dell’agenzia a controllare, nei 120 giorni previsti per il
silenzio/assenso che i volumi siano effettivamente presenti nella mia abitazione. Mi scuso della prolissit, ringrazio dell’attenzione e se le possibile
le sarei davvero grato di un suo parere in merito. Cordiali saluti da Giulio.
Gentile Giulio,
non so se il Dott. Benedetti risponder al suo messaggio.
Le consiglio comunque di chiedere ad un commercialista di fiducia questo tipo di consulenza.
La ringrazio comunque per aver inviato il suo commento.
Grazie dell’attenzione, provveder a rivolgermi al commercialista di fiducia-
Rispondo a Giulio:
per casi specifici come quello descritto non possono esservi delle regole precise e determinate: potrebbe essere tutto subordinato al giudizio dell’eventuale ispettore fiscale.
Ci che mi sento di dire, per, che sconsiglio la pratica dell’Interpello per una serie di motivi, tra i quali i pi importanti sono “l’uscita allo scoperto” della problematica, e soprattutto (ancora una volta) l’estrema soggettivit della risposta, che tra l’altro, come prevedono le norme, non nemmeno vincolante per l’amministrazione finanziaria: cio se un domani volessero comunque riprendere a tassazione certi importi, contraddicendo il parere dell’Interpello, potrebbero benissimo farlo.
Alla fine dipende molto anche dal volume d’affari, dal profitto che se ne consegue e dal periodo di tempo che si dedica a queste vendite: qualora si trattasse di vendite che si prolungano nel tempo e che comportano una buona redditivit, indubbio che potremmo trovarci di fronte a dei proventi tassabili.
Per quanto riguarda la vendita occasionale nelle piazza di cd da parte di musicisti artisti di strada, come ci si deve comportare con il fisco? va emessa una ricevuta fiscale?
Spiacente ma ci occupiamo solo di e-commerce. Dovrebbe chiedere ad un commercialista.
Salva a tutti, leggendo tutti i commenti ho pensato che si potrebbe considerare di poter inquadrare l’attività di drop-shipping come attività di incaricato alle vendite a domicilio le cui caratteristiche sono ampiamente trattate in questo link : http://www.studioconsult.it/aspettivend.html
Inizialmente come occasionale ed al superamento dei 6410€ di reddito con apertura di Partita IVA e versamenti INPS, purchè il dropshipper lo inquadri come tale e sia per lui
stesso contemplata la possibilita di avere figure professionali di questo tipo (penso basti comunicarlo all’agenzia delle entrate ed all’ufficio di P.S. competente).
Grazie per chi mi risponde per un confronto.
P.S.
Io stesso sono incaricato alle vendite per due aziende di commercio al privato comsumatore.
Buongiorno, vorrei chiedere alcuni consigli e chiarimenti riguardo l’attività di commercio elettronico.
Sono un lavoratore dipendente, lavoro presso un’azienda a tempo indeterminato e quindi pago i vari contributi (faccio la dichiarazione 730). Sono inoltre un collezionista di articoli vari e svolgo in maniera del tutto occasionale l’attività di hobbysta presso mercatini delle pulci. Svolgo quest’attività pagando regolarmente le licenze temporanee presso i comuni in cui si svolgono tali mercatini.
Dopo anni di passione e di esperienza accumulata nel settore, vorrei tentare l’esperienza della vendita tramite commercio elettronico e quindi vendere determinati prodotti (non alimentari) su un sito personale oppure su piattaforme quali eBay, ovviamente senza abbandonare la mia attuale occupazione.
I prodotti che vorrei vendere sono (per ora) appartenenti alle mie collezioni e comprendono: cartoline, monete, articoli di modellismo, banconote e monete, francobolli, fumetti, libri, figurine oltre a ristampe (non originali) di cartoline antiche. I prodotti che vorrei cedere sono in quantità notevole e avendoli acquistati nel corso degli anni non possiedo scontrini o ricevute.
Inoltre, frequentando gli ambienti dei mercatini potrei trovare delle occasioni da acquistare per poi rivendere in modo da realizzare un’attività continuativa.
Il materiale che ho attualmente disponibile per la vendita è tutto nella cantina e nel garage della mia abitazione privata e la mia intenzione sarebbe quella di svolgere questo secondo lavoro direttamente da casa.
Per iniziare un’attività del genere che cosa dovrei fare? Quali sono tutti i costi che mi spettano?
Ringraziandovi in anticipo per l’attenzione Vi porgo i miei saluti.
Gestisco con dei soci un’attività (srl) e i ns clienti sono esclusivamente commercianti, quindi sempre emettiamo fattura.
Nell’ipotesi di volerci rendere più visibili abbiamo pensato a un sito e-commerce, b2b. Quindi potremmo anche ipotizzare pubblicare i ns articoli e prezzi in un’area riservata, da cui ricevere solo ordini o “proposte d’ordine”.
Oltre qll’informativa al Comune, a quali adempimenti ulteriori , siamo soggetti ?
Grazie !
Buongiorno sig.Giulio!
Vorrei chiederle un’informazione su una mia amica che come attività svolge il lavoro di costumista, crea abiti d’epoca e accessori.
E’ regolarmente iscritta alla C.C.I.A.A. e paga l’INPS.
Ha già un sito come vetrina pubblicitaria e vorrebbe aggiungere nel sito che contiene le foto, anche alcuni prezzi su degli accessori per poterli così vendere tramite internet.
Cosa dovrebbe fare di preciso per poter effettuare questo tipo di vendite che prima di tutto avvengono con dei contatti tramite mail o telefono??
Per il discorso fatturazione, se si trattasse di Enti,Associazioni, Pro-Loco ecc. non ci sarebbero problemi perchè le fornirebbero C.F. o P.I., ma per i privati che magari spenderebbero 40 – 50 euro circa, dovrebbe emettere fattura anche a loro? Non credo Le darebbero volentieri il Cod.Fiscale!
Attendo una Sua gradita risposta!
Grazie.
non ci sono problemi per quanto riguarda la fatturazione: il commercio elettronico prevede espressamente che possa NON essere emessa fattura per i corrispettivi incassati tramite tale canale.
Ovviamente se invece sarà il cliente a richiedere fattura per l’acquisto effettuato, questa andrà emessa e il cliente non potrà esimersi dal fornire il suo codice fiscale.
Per poter svolgere l’attività attraverso questo canale è necessario inoltrare al Comune di competenza un apposito modulo previsto per il commercio elettronico (comunemente definito modello COM1).
Buongiorno Dott. Benedetti!!
Sono sempre quello della costumista medievale, il modulo COM1 va presentato al Comune dove viene svolta l’attività giusto e non quello di residenza?
E un’ultima domanda, se mettessi un annuncio di vendita anche su Ebay, lì come viene trattato fiscalmente l’utente?
Grazie ancora,
COM 1? Ma non è il modulo COM 6 BIS che deve essere presentato in Comune per le attività e-commerce?
errata corrige: confermo che il modello è il COM6, gli altri codici sono per altri tipi di commercio al dettaglio.
tale modello va inviato al comune dove ha sede l’attività, che per una persona fisica può coincidere con la residenza ma può anche essere diverso in caso di residenza fiscale differente.
per il commercio su e-bay: dipende da come si configura l’attività tramite questo mezzo.
Gentili Signori, approfitto della competenza dimostrata nelle risposte ai vari quesiti posti per inoltrarVi una domanda.
Sono un privato cittadino e ormai da qualche mese sto tenendo regolarmente in vendita, su siti di aste pubbliche e amatoriali, qualche centinaio di libri appartenenti alla biblioteca della mia famiglia, al fine di liberarmene con un qualche profitto.
Vorrei sapere se, per il numero di unità in vendita o per la ricorrenza temporale della vendita stessa, questa mia attività debba essere assoggettata a qualche regolamentazione o trattamento giuridico-fiscale.
Oppure se, come qualcuno mi suggerisce, il fatto di esporre i libri di mia proprietà esclusivamente su siti di aste quale eBay, Comprovendolibri o altri amatoriali, senza intraprendere alcuna attività di vendita ‘concreta’ al di fuori di Internet (cioè senza un negozio, un magazzino o altro) non configura una vera e propria attività professionale, bensì appunto solo amatoriale, non soggetta ai trattamenti previsti per le attività commerciali in senso stretto.
So che la stessa giurisprudenza (a livello nazionale e europeo) si sta affinando di pari passo con l’evolversi dei fenomeni nuovi legati all’utilizzo della Rete, e proprio per questo Vi sarei sinceramente grato di una cortese risposta allo stato dell’arte e delle sue eventuali prospettive.
Cordialit
Luca
Gentile Luca, non forniamo consulenza fiscale, mi spiace.
Per la complessità della materia ti consigliamo di contattare un commercialista.
Buona vendita.
Io ed un mio amico, ambedue dipendenti, stiamo valutando se/come aprire un’attività di commercio di oggetti di modernariato. La nostra idea, almeno iniziale, è quella di utilizzare esclusivamente il veicolo Internet per presentare e vendere i prodotti. Ho letto dell’ecom diretto/indiretto e visto che quest’ultimo mi sembra nettamente meno “impegnativo” (complessità e costi), vorrei essere certo di poterlo intraprendere senza infrangere la legge. La mia domanda è questa: posso avere un’attività esclusivamente di ecomm indiretto? Per “esclusivamente” intendo che all’attività web non corrisponda alcuna attività tradizionale con relativo fondo commerciale sottoposto a tutte le restrizioni in vigore. Nel caso, il regolamento a cui sottoporsi è sempre quello dell’ecomm, non quello della vendita per corrispondenza, vero?
Grazie e cordiali saluti, Giorgio
Nel caso di vendite di prodotti fisici si parla sempre di ecommerce indiretto. La legislazione che regola le vendite online è la stessa delle. vendite per corrispondenza. Comunque contattate un commercialista pe mggiori dettagli.
Gent.mo Dottor Benedetti,
da sempre ho l’hobby della pittura e da un anno espongo le mie opere (tele, ceramiche, etc.) su siti dedicati all’arte (artmajeur.com, artabus.com), affiancate talora, come richiedono i siti, dai prezzi (dai 20 ai 100 euro). Non ho ancora venduto nulla. Non avendo partita IVA, vorrei sapere se sto operando nella legalità, o se devo espletare le pratiche relative all’e-commerce.
Distinti saluti
Maria Teresa
Cortese dott. Benedetti
Sto per intraprendere l’attività di commercio via web e al momento vorrei vendere i pochi prodotti in ferro realizzati negli anni da un artigiano, prima iscritto ma ora pensionato. Essendo all’inizio la vendita veramente occasionale e non continuativa (2-3 ricevute all’anno) ho proposto la semplice “Ricevuta per acquisto bene da soggetto privato”, riportante il cedente con C.F., il cessionario con P.Iva (io), la descrizione del bene, il prezzo, la dichiarazione che la vendita non è stata effettuata nell’esercizio di imprese, arti o professioni, ma nella qualità di privato consumatore, il non soggetta ad Iva per tale tipologia occasionale. Nel caso crescessero i volumi sarebbe disposto a riaprire la sua posizione fiscale e contributiva ma ora il problema è che non vuole assolutamente rilasciarla temendo di dover dichiarare ciò e quindi poter intaccare la sua pensione. D’altro canto la ricevuta a me serve per attestarne l’acquisto e scaricare il costo.
I dubbi per tale pensionato sono: deve dichiarare tali sporadiche ricevute? Esiste un limite di euro 5.000 per totali ricevute sotto al quale non deve dichiarare nulla? Se risultasse come pensionato hobbista cambierebbe qualcosa?
Grazie per le risposte. Distinti saluti
Scusate ma non so se avete già risposto a questo mio quesito.
Ai sensi dell’Art. 1 comma 20 del D.M. 21/12/92 si legge che le vendite per corrispondenza non sono soggette al rilascio dello scontrino fiscale e ai sensi dell’art. 4 del D.P.R. 6-10-1978 n. 627 all’esonero della bolla di accompagnamento.
Quindi se consideriamo una attività di commercio elettronico indiretto, che di fatto è comunque una vendita a distanza, fatta da un una Ditta individuale con partita iva e iscrizione C.C.I.A.A. potremmo non dover fare ne scontrino ne bolla.
Allora ciò implica la regolare emissione di fattura? o cosa?
Basta un buono acquisto recante i dati dell’acquirente e del bene venduto?
Attendo risposta e mi scuso ancora se avete già risposto a tale quesito.
Grazie