Dubbi e quesiti che frequentemente vengono posti in ambito fiscale/normativo sono quelli relativi agli adempimenti previsti per le nuove attività o per le attività “saltuarie” in ambito di commercio elettronico:
“Svolgo attività di vendita tramite siti di aste come ebay, quali sono gli importi che devono essere denunciati? E per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi? È necessario avere la partita Iva? Si devono richiedere e rilasciare delle fatture? Ecc..”
Per una trattazione il più possibile riassuntiva (quindi senza approfondire gli aspetti più tecnici che dovranno comunque essere affidati ad un buon Consulente) bisogna innanzitutto definire le differenze esistenti tra attività professionale ed attività occasionale di vendita, e successivamente affrontare l’altrettanto importante definizione di Commercio Elettronico, distinguendo tra Commercio elettronico diretto ed indiretto. In particolare ci soffermeremo su quest’ultimo, il più diffuso, e ne approfondiremo le caratteristiche.
La generica attività di vendita di un servizio o di un bene (e quindi anche la vendita online) risulta soggetta ad adempimenti di natura formale (contabile, fiscale, ecc.) qualora sia svolta in via professionale e abituale.
Per abituale deve intendersi qualsiasi attività, qualificabile come d’impresa o di lavoro autonomo, che non sia svolta in chiave saltuaria od occasionale.
Il Ministero delle Finanze, in particolare, afferma che “i requisiti di professionalità e abitualità sussistono ogni qual volta il soggetto ponga in essere con regolarità, sistematicità e ripetitività una pluralità di atti economici finalizzati al raggiungimento di uno scopo”.
La semplice vendita della propria auto usata, quindi, non costituisce un’attività professionale; mentre la ripetitività di azioni simili, costituiscono inevitabilmente un’attività tipica da regolarizzare.
Altra importante distinzione è quella tra Commercio elettronico vero e proprio (diretto) e la semplice vendita a distanza tramite internet (indiretto).
Infatti l’attività di vendita o promozione dei propri beni o servizi via internet non rappresenta di per sé una forma di commercio elettronico in senso stretto: il “commercio elettronico diretto” riguarda la vendita di beni virtuali o di servizi prestati per il tramite di mezzi elettronici, mentre il “commercio elettronico indiretto”, consiste nelle tradizionali attività di compravendita che si servono di internet esclusivamente come mezzo per offrire i propri prodotti, come una vera e propria vendita per corrispondenza.
Per fornire un esempio pratico, un servizio che non può essere reso in altro modo se non tramite il canale elettronico, e che quindi rientra appieno nella definizione di commercio elettronico diretto, è il servizio di hosting di un sito web, o lo stesso servizio di “spazio virtuale” o di “negozio online” che alcuni siti di aste online offrono (e che, come è chiaro, non potrebbero sussistere in quella specifica forma al di fuori del canale internet).
Come è ovvio, quindi, i venditori occasionali sono soggetti ad adempimenti formali estremamente ridotti, mentre soltanto i venditori professionali sono soggetti a determinati obblighi ed adempimenti.
In particolare, un soggetto che regolarmente ed in via continuativa intenda vendere determinati beni o prestare particolari servizi, produce reddito d’impresa o di lavoro autonomo e, dunque, è soggetto a tassazione secondo le regole specificatamente previste per tali categorie reddituali.
Ai fini Iva, inoltre, scatta l’obbligo di aprire una relativa posizione richiedendo un proprio numero di partita Iva, nonché di assoggettare le operazioni attive e passive ai diversi regimi previsti dalla disciplina in questione.
Inoltre, il qualificarsi come imprenditore o lavoratore autonomo, impone anche il rispetto di obblighi di natura formale, come, ad esempio, l’iscrizione nelle apposite sezioni del registro delle imprese ovvero la tenuta delle scritture contabili obbligatorie per legge nonché dei registri Iva; e il rispetto degli ordinari adempimenti fiscali in tema di dichiarazioni annuali e periodiche.
Nel caso in cui un’attività sia svolta in maniera occasionale, si verifica una distinzione tra la disciplina Iva, per la quale nessun obbligo è imposto, e la disciplina relativa alle imposte sui redditi, in base alla quale può verificarsi il caso di redditi tassabili (non configurabili come “redditi d’impresa”, né come “redditi di lavoro”, ma definibili come “redditi diversi”). Deve comunque trattarsi di un’attività che – seppur non identificabile come una vera e propria impresa o professione – abbia natura commerciale o di lavoro: risulterà quindi fiscalmente rilevante e rientrerà tra i “redditi diversi”, l’attività svolta da chi – in via occasionale – intenda vendere oggetti prodotti artigianalmente, mentre non sarà soggetta a tassazione la persona fisica che, per il tramite di un portale di aste on line, intenda vendere la propria auto usata.
Il commercio elettronico indiretto: particolarità
Approfondiamo adesso la principale peculiarità del tipo di attività più diffuso su internet: quello delle “vendite online professionali” di beni od oggetti.
Nel caso di un “venditore professionale”, la vendita online impone il rispetto della normativa sulle vendite a distanza, prevista nel nostro ordinamento dal Dlgs 185 del 22 maggio 1999.
Questa normativa riconosce all’acquirente il diritto di essere preventivamente informato su tutti gli elementi riguardanti il bene o il servizio offerto, nonché viene garantito il diritto di recesso, da esercitare entro 10 giorni lavorativi a decorrere dalla ricezione della merce ovvero dalla data di conclusione del contratto.
Per l’esercizio di tale diritto, il consumatore è tenuto, di norma, a inviare una raccomandata con avviso di ricevimento presso la sede del venditore.
Se ne deduce che, affinché un venditore professionale possa vendere regolarmente la propria merce all’interno di un portale di aste online, è necessario fornire una chiara informativa in merito all’esistenza di tale diritto nonché alle modalità per esercitare il diritto stesso.
Da un punto di vista fiscale, infine, sono da segnalare due aspetti in ambito Iva:
Dottore Commercialista e Revisore Contabile
Studio Benedetti Dottori Commercialisti
Milano – Viale Piceno 6 – 20129
02/7383516
info@studiobenedetti.eu
www.studiobenedetti.eu
Gent.Le Dott.Giulio,
La ringrazio della Sua cortese risposta in merito alla mia domanda,come dal Suo consiglio mi informerò presso il nostro Comune.
Grazie ancora di tutte le informazioni utili che fornite e un augurio di buon lavoro.
Cordialmente ,
Susanna
Buongiorno,
Vorrei sottoporre il mio quesito. Sono un lavoratore dipendente e per hobby realizzo disegni, ritratti, acquerelli. Vorrei aprire un sito per farli vedere e occasionalmente venderne qualcuno. Ci sono adempimenti fiscali ai quali si è assoggettati in questo caso?
Grazie,
Marco
Buongiorno Dottore…
sto per intraprendere un attività di commercio on-line…
non produrrà grosse entrate, ma prima di pubblicarlo su un dominio devo mettermi in regola o ho un tempo minimo per poter provare il mio servizio.
Ad esempio fino a qualche mese fà , per un anno ho fatto l’agente di commercio per diverse aziende e lavoravo in ritenuta d’acconto poichè sapevo di una certa legge Biagi che fino ai 5.000 di ricavo annui ti permetteva di non aprire partita iva.
Questa cosa rimane valida anche per il sito e-commerce?
Attendo una vostra gentile risposta.
Grazie mille.
Buongiorno,
sono il titolare di un negozio ed ho un dominio registrato che per il momento utilizzo solo come pagina di contatto.
Sono in procinto di svolgere tutti gli adempimenti necessari a svolgere un’attività di commercio elettronico.
Un cliente mi ha chiesto se potevo spedirgli un prodotto.
La mia domanda è la seguente, non avendo ancora presentato le apposite domande, la singola vendita occasionale (nata da un contatto email) può essere fatta anche senza avere espletato tutti gli obblighi previsti oppure no?
buongiorno,
sono un dipendente …famose 40 ore settimanali…e per arrotondare vendo le mie cose usate o nuove su un NEGOZIO BASE …DELLUSATO SOMMARIAMENTE…CHE EBAY MI HA PERMESSO DI APRIRE ANCHE SENZA PARTITA IVA…
la mia non è una attivita’ di lucro ma semplicemente una attivita’ di recupero soldi spesi male anzi spesso se una cosa le mie figlie l’hanno pagata 10 la rivendo a 3,00 percui proprio una stupiddaggine dire che è lucro.
Ora, dopo mille informazioni chieste a commercialisti e ascom nessuno ti sa dire che tipo di “muro” uno non deve passare… spesso il buon senso non basta…
io posso vendermi anche tutto il mio armadio…sono affari miei se poi rimango senza vestiti…ma credo che ci debba essere un tetto massimo per un lavoratore non professionale.
LA MIA DOMANDA CHE ATTANAGLIA LA MAGGIOR PARTE DEI VENDITORI DI EBAY è LA SEGUENTE:
ESISTE UN TETTO MASSIMALE ANNUO DA NON DOVER SUPERARE?
GRAZIE PER LA RISPOSTA
RISPOSTA A MARIA TERESA:
il requisito è sempre quello della professionalità e abitualità della vendita, non esiste alcun “tetto” per ovvi motivi di differenti prezzi di vendita di molteplici prodotti
RISPOSTA A FABIO:
il commercio elettronico è una forma speciale di vendita che deve essere comunicata al Comune di residenza.
Ogni comune ha una sua normativa specifica, quindi dovrebbe controllare nel suo di residenza, ma personalmente non credo ci siano particolari problemi a sviluppare un contatto avuto tramite internet ma che ha portato ad una vendita effettuata tramite canali tradizionali
RISPOSTA A MARCO, MANUEL e ANTONIO:
valgono sempre i requisiti dell’abitualità e professionalità descritti nell’articolo, e l’imposizione fiscale (ovviamente da approfondire caso per caso) è quella descritta nell’articolo.
Inoltre i 5mila euro citati non costituiscono un “limite” al di sotto del quale poter operare senza identificazione fiscale:
innanzitutto sono un “limite” solo ai fini INPS (cioè chi ha un reddito inferiore ai 5mila euro può non essere iscritto all’apposita gestione INPS); ma soprattutto devono essere importi percepiti “una tantum” e non a seguito di rapporti continuativi o, se saltuari, che si ripetono per più volte nel corso dell’anno.
Salve ,
volendo vendere esclusivamente online su ebay uk , costituendo una ltd in inghilterra,ma avendo residenza in italia, acquistando e pagando i prodotti solo ed esclusivamente in inghilterra quindi pagando l iva del 17,5 allo stato inglese, e aprendo una sede rappresentativa in italia da utilizzare solo ed esclusivamente come deposito per smistare le vendite in italia degli ogetti precedentemente acquistati in inghilterra(conviene inviare un grosso quantitativo per volta in italia per ridurre le spedizioni dei sengoli oggetti a carico dell acquirente) a chi bisogna pagare le tasse ? non volendo incorrere nel reato di esterovestizione ?
saluti
Giuseppe
Buonasera,
ho notato che recentemente stanno spuntando come funghi, i siti di aste al ribasso, vedi bidpremium, bidplaza ecc. La cosa mi ha incuriosito a tal punto da voler procedere insieme ad altri miei amici ad aprire un tale tipo di sito. Ora la mia domanda è la seguente: quali sono gli aspetti fiscali, cioè chi fattura tali tipi di merci (tv, auto, viaggi ecc..) quale è il funzionamento di tali tipologie di aste? Certamente chi si aggiudica il bene non paga il valore dello stesso, una tv 16:9 del valore di â?¬ 1.600,00 aggiudicata per â?¬ 3,58!!
Vi sarei grato se mi ragguagliaste su questa tipologia di commercio se così si può chiamare.
Grazie
Salve, vendendo occasionalmente su ebay merce mia personale sia nuova in disuso che usata e rispettando occasionalita , non abitalita e nn professionalità , non occorre p.iva e fin qui ci siamo. Ma quando si considera opportuno mettere tali ricavi nei redditi diversi o posso nn metterli essendo cifre non molto alte? Oltre quale soglia occorre metterli?E se non li metto che problemi si generano essendo vendita occ? E se una persona in teoria nn ha reddito?
Capisco le troppe domande ma questi sono i miei dubbi, spero possano essere tutti e 4 chiariti.Grazie infinitamente per il lodevole servizio che ci sta fornendo!!!!!
sono lavoratore dipendente presso una ditta (che si occupa della manutenzione degli ascensori)per 800â?¬ al mese circa, vorrei aprire una ditta individuale di vendita al dettaglio via internet…ora il mio dubbio è uno e grande….mi hanno detto che anche se non vendo niente devo versare circa 2,600â?¬ di inps minimale per la ditta…ma se già sono lavoratore dipendente (quindi il mio datore di lavoro mi versa i contributi) non esiste l’integrazione dei contributi inps in base al mio reddito complessivo o presunto e che quindi dovrei pagare i contributi solo sulla differenza del reddito, in percentuale, senza versare il fisso avendo già quelli da dipendente?
Salve,
mi unisco a tutti questi, numerosi, neo venditori, sporadici e non, con un quesito che mi preme molto:
io sono un lavoratore dipendente PUBBLICO… posso vendere professionalmente online? (nello specifico e-bay)
oppure esiste qualche divieto per i dipendenti pubblici? Non credo sia possibile prendere, ad esempio, la pratita iva…
Buongiorno Dottore,
io mi trovo dal lato opposto di questa discussione, sono quasi pronto con la mia pittaforma di e-commerce “TUTTA ITALIANA” tramite la quale gli utenti si iscrivono e iniziano a vendere i propri articoli senza pagare il costo dell’inserione e senza scadenze o aste. La mia domanda è questa: dato che la mia attività sarà quella di intermediazione commerciale con gestione totale della compravendita (quindi gestirò anche la spedizione dal venditore all’acquirente con i relativi pagamenti), se un utente senza Partita IVA ha una vendita ripetitiva, continua e non occasionale la responsabilità è anche mia? anche io sono evasore pur emettendo regolare fattura intestata al venditore per il servizio prestato (fattura del 5% sull’effettive vendite)?
Se vuole dare un’occhiata il sito è http://www.comprafacile.it. e troverà tutte le spiegazioni cliccando su “INFORMAZIONI PER VENDERE” Attendo una sua graditarisposta.
GRAZIE
Buongiorno.
Vorrei regolarizzare la mia piccola attività di vendita tramite ebay.
Attualmente ho un fatturato di circa 4000 euro/mese, con un margine medio di guadagno del 45% al lordo delle commissioni ebay pari a circa l’8%
Ho provato a redarre un Business plan per simulare la futura attività utilizzando, tra gli altri, i seguenti parametri:
- tassazione del 60% dell’utile (ovviamente al netto dei costi operativi etc)
- costo annuo commercialista 1500 euro
- CCIA 300 euro
Vi sembrano dei parametri verosimili ?
Grazie
LUCIANO
26 Marzo 2008
Salve,
sono un ragazzo di 27 anni, laureato in Ingegneria e ho appena sostenuto positivamente l’esame per iscrivermi all’Ordine degli Ingegneri. Vorrei un consiglio perché mi piacerebbe creare un sito di commercio elettronico diretto ( circa come consulenza immobiliare, proposte di vendita o affitto immobili) . Fiscalmente cosa devo fare? Devo aprire una partita iva come ingegnere? Devo iscrivermi all’Inarcassa o all’Inps?
Grazie
Salve, sono un commerciante di biancheria intima su aree pubbliche, sarei interessato alla vendita on-line della mia nerce. Vorrei sapere cosa devo fare per potermi iscrivere, la documentazione necessaria , i costi e per quanto riguarda la parte fiscale se può essere un proseguo della già esistente attività oppure no e se no cosa devo fare. Grazie Giovanni
Salve grazie per la spiegazione. potrei sapere quali sono le soglie per la cessione di beni all’estero nel caso del commercio elettronico indiretto e
se i redditi diversi provenienti dalla cessione di beni verso paesi esteri sono tassabili?
salve ho già un attività con partita iva, volevo sapere se iniziando a vendere on line ho bisogno di altri permessi? considerando che diventerebbe una vendita con scontrini fiscali e bolle accompagnatorie a descrizione dei beni venduti…grazie per una sicura risposta.
Ringrazio tutti i lettori per l’attenzione dedicata all’articolo da me pubblicato.
Purtroppo la mole di lavoro di questo periodo (denso di scadenze fiscali) mi impedisce di rispondere in maniera soddisfacente a tutti, soprattutto con riferimento alle domande che richiederebbero un maggiore approfondimento date le loro particolarità (penso ad esempio alla domanda relativa al commercio con sede estera, o alle problematiche Inps).
Il consiglio che posso dare ai più, è quello di prendere spunto dagli articoli pubblicati su questo sito per approfondire le proprie curiosità .
Anche i numerosi e competenti forum o NG presenti in rete possono essere d’aiuto per un’idea generica dei problemi e degli adempimenti.
Qualora, però, si necessiti di una informativa più approfondita e pratica, è necessario rivolgersi direttamente ad un consulente fiscale il quale, sicuramente senza alcun impegno iniziale, potrà consigliarvi su come meglio pianificare la vostra attività .
Ciao a tutti e complimenti per l’assistenza fornita.
Dunque ho preso la PIVA perché voglio vendere su Ebay solo come negozio online aderendo come contribuenti minimi
Come faccio la prima fattuara ? ossia siccome devo mettere la voce di sepsed ispedizione + imballaggio oppure al cliente interessa solo la ricevuta della merce?
Nel pratico: compro a 100 vendo a 130 inoltre la spedizone costa 8 + 2 di imballaggi. Gli faccio una fattura solo da 130 oppure 130 + 10
ed inoltre gli 8 di spedizione poste + 2 di imballaggio li posso detrarre come spese (facendomi dare la fattura intestata da Poste e la fattura dal cartolaio per gli imballaggi) dai famosi 30.000 euro oppure no ?
Esistno dei blocchetti ricevute già con la nota da aggiungere che sono un contribuente minimo?
La fattura oltre al n° progressivo e in duplice copia (una la tengo io e una la do al cliente) basta che rechi noime e cognome oppureare nome e cognopmoe dell’ acquirente oppure per lege devo mettere è obbligatorio mettere nache l’indirizzo completo o anche altro
Grazie in anticipo per la risposta Cordiali saluti
Ciao Gianstefano,
credo che sia il caso di fare un salto da un commercialista per chiarirti un po’ le idee sui concetti base.
Inoltre credo possa darti delle indicazioni più precise non solo sullo stato di contribuente minimo, ma anche per gli altri adempimenti per l’apertura della partita IVA.
Cmq, se fai una fattura devi indicare, oltre a nome e cognome del cliente, anche gli altri dati come indirizzo, codice fiscale, partita IVA (se azienda).
salve sono un dipendente di un’azienza all’ingrosso di biancheria per la casa.
vorrei aprire un sito e commerce finalizzato alla vendita di articoli per la casa.
il mio dubbio è il seguente :posso vendere liberamente prodotti di marca?(gabel etc..)
Salve volevo solo sapere quali adempimenti fiscali dovrei rispettare aprendo un sito di aste al ribasso?
Fatture di merce in ingresso e in uscita ci siamo, ma devo dichiarare e come, la vendita dei famosi pacchetti informativi?
Vi ringrazio a priori certo di ricevere una risposta chiarificatrice
Sperando di riuscire a cogliere uno scampolo dell’attenzione del dottor Giulio Benedetti che ho trovato chiarissimo nelle sue rispote ed esposizioni,
vorrei esporre una situazione particolare che non riesco ad inquadrare nelle casistiche che ho letto nel post/forum peraltro interessantissimo.
Dovendomi liberare di una biblioteca appartentente da decenni alla mia famiglia composta da circa 5000 volumi e da vari documenti cartacei e fotografici,
mi sono trovato di fronte due alternative: vendere tutto in blocco ad un commerciante del settore o vendere tramite ebay singolarmente o in piccoli lotti
i volumi ed i documenti in questione. Ho naturalmente constatato che la vendita in blocco sarebbe stata gravemente penalizzante a livello economico
rispetto alla seconda alternativa. Il prezzo finale realizzato con la vendita in blocco ho stimato che sarebbe stato neanche il 15% del reale valore dei volumi.
Ho optato quindi per la seconda soluzione. La seconda soluzione (vendita dei singoli volumi) implica naturalmente una certa continuatività , nell’accezione
comune del termine, ma non implica a mio giudizio ripetitività perché si tratta di copie singole di volumi usati tutte edizioni più vecchie di 5 anni,
salvo rarissime eccezioni di qualche doppione o volume più recente.
In merito alla professionalità i dubbi si moltiplicano a dismisura. Per ottimizzare la spesa delle inserzioni ebay ho constatato che sarebbe stato conveniente
aprire un negozio ebay, che significa solamente pagare forfettariamente un numero x di inserzioni e che si chiama negozio solo per una strategia commerciale di ebay,
ma che non ha nulla a che vedere con un negozio vero e proprio. Ovviamente, dato che il mio scopo ultimo è quello di liberarmi di un bene usato (biblioteca) costituito
da numerose unità singole, non esercito alcuna attività di compravendita e l’attività che svolgo, seppure protratta nel tempo per evidenti ragioni non sarà abituale
ma si esaurirà nel momento stesso in cui porterò a termine la vendita del bene usato (biblioteca). Comprendo di essere al limite della definizione legale di abitualità
ed anche, dato che ho comunque un approccio professionale a molte cose, anche al limite di quella di professionalità , non comprendo invece perché dovrei essere penalizzato
rispetto a chi vende una macchina usata da decine di migliaia di euro, quando la mia fattispecie è assolutamente assimilabile. Naturalmente mi rassegno anche difficilmente
al fatto di dovere svendere un patrimonio personale solo per accontentare il fisco e non avere problemi. Avevo pensato anche di usufruire dell’Interpello, stilando un
preciso elenco dei volumi e dei documenti, facendolo in qualche modo autenticare e trasmettendolo all’agenzia dell’entrate insieme alla mia intenzione di non considerare
il ricavo della vendita dei volumi come reddito per le ragioni esposte sopra. Inviterei anche i funzionari dell’agenzia a controllare, nei 120 giorni previsti per il
silenzio/assenso che i volumi siano effettivamente presenti nella mia abitazione. Mi scuso della prolissità , ringrazio dell’attenzione e se le è possibile
le sarei davvero grato di un suo parere in merito. Cordiali saluti da Giulio.
Gentile Giulio,
non so se il Dott. Benedetti risponderà al suo messaggio.
Le consiglio comunque di chiedere ad un commercialista di fiducia questo tipo di consulenza.
La ringrazio comunque per aver inviato il suo commento.
Grazie dell’attenzione, provvederò a rivolgermi al commercialista di fiducia-
Rispondo a Giulio:
per casi specifici come quello descritto non possono esservi delle regole precise e determinate: potrebbe essere tutto subordinato al giudizio dell’eventuale ispettore fiscale.
Ciò che mi sento di dire, però, è che sconsiglio la pratica dell’Interpello per una serie di motivi, tra i quali i più importanti sono “l’uscita allo scoperto” della problematica, e soprattutto (ancora una volta) l’estrema soggettività della risposta, che tra l’altro, come prevedono le norme, non è nemmeno vincolante per l’amministrazione finanziaria: cioè se un domani volessero comunque riprendere a tassazione certi importi, contraddicendo il parere dell’Interpello, potrebbero benissimo farlo.
Alla fine dipende molto anche dal volume d’affari, dal profitto che se ne consegue e dal periodo di tempo che si dedica a queste vendite: qualora si trattasse di vendite che si prolungano nel tempo e che comportano una buona redditività , è indubbio che potremmo trovarci di fronte a dei proventi tassabili.
Per quanto riguarda la vendita occasionale nelle piazza di cd da parte di musicisti artisti di strada, come ci si deve comportare con il fisco? va emessa una ricevuta fiscale?
Spiacente ma ci occupiamo solo di e-commerce. Dovrebbe chiedere ad un commercialista.
Salva a tutti, leggendo tutti i commenti ho pensato che si potrebbe considerare di poter inquadrare l’attività di drop-shipping come attività di incaricato alle vendite a domicilio le cui caratteristiche sono ampiamente trattate in questo link : http://www.studioconsult.it/aspettivend.html
Inizialmente come occasionale ed al superamento dei 6410€ di reddito con apertura di Partita IVA e versamenti INPS, purchè il dropshipper lo inquadri come tale e sia per lui
stesso contemplata la possibilita di avere figure professionali di questo tipo (penso basti comunicarlo all’agenzia delle entrate ed all’ufficio di P.S. competente).
Grazie per chi mi risponde per un confronto.
P.S.
Io stesso sono incaricato alle vendite per due aziende di commercio al privato comsumatore.
Buongiorno, vorrei chiedere alcuni consigli e chiarimenti riguardo l’attività di commercio elettronico.
Sono un lavoratore dipendente, lavoro presso un’azienda a tempo indeterminato e quindi pago i vari contributi (faccio la dichiarazione 730). Sono inoltre un collezionista di articoli vari e svolgo in maniera del tutto occasionale l’attività di hobbysta presso mercatini delle pulci. Svolgo quest’attività pagando regolarmente le licenze temporanee presso i comuni in cui si svolgono tali mercatini.
Dopo anni di passione e di esperienza accumulata nel settore, vorrei tentare l’esperienza della vendita tramite commercio elettronico e quindi vendere determinati prodotti (non alimentari) su un sito personale oppure su piattaforme quali eBay, ovviamente senza abbandonare la mia attuale occupazione.
I prodotti che vorrei vendere sono (per ora) appartenenti alle mie collezioni e comprendono: cartoline, monete, articoli di modellismo, banconote e monete, francobolli, fumetti, libri, figurine oltre a ristampe (non originali) di cartoline antiche. I prodotti che vorrei cedere sono in quantità notevole e avendoli acquistati nel corso degli anni non possiedo scontrini o ricevute.
Inoltre, frequentando gli ambienti dei mercatini potrei trovare delle occasioni da acquistare per poi rivendere in modo da realizzare un’attività continuativa.
Il materiale che ho attualmente disponibile per la vendita è tutto nella cantina e nel garage della mia abitazione privata e la mia intenzione sarebbe quella di svolgere questo secondo lavoro direttamente da casa.
Per iniziare un’attività del genere che cosa dovrei fare? Quali sono tutti i costi che mi spettano?
Ringraziandovi in anticipo per l’attenzione Vi porgo i miei saluti.
Gestisco con dei soci un’attività (srl) e i ns clienti sono esclusivamente commercianti, quindi sempre emettiamo fattura.
Nell’ipotesi di volerci rendere più visibili abbiamo pensato a un sito e-commerce, b2b. Quindi potremmo anche ipotizzare pubblicare i ns articoli e prezzi in un’area riservata, da cui ricevere solo ordini o “proposte d’ordine”.
Oltre qll’informativa al Comune, a quali adempimenti ulteriori , siamo soggetti ?
Grazie !
Buongiorno sig.Giulio!
Vorrei chiederle un’informazione su una mia amica che come attività svolge il lavoro di costumista, crea abiti d’epoca e accessori.
E’ regolarmente iscritta alla C.C.I.A.A. e paga l’INPS.
Ha già un sito come vetrina pubblicitaria e vorrebbe aggiungere nel sito che contiene le foto, anche alcuni prezzi su degli accessori per poterli così vendere tramite internet.
Cosa dovrebbe fare di preciso per poter effettuare questo tipo di vendite che prima di tutto avvengono con dei contatti tramite mail o telefono??
Per il discorso fatturazione, se si trattasse di Enti,Associazioni, Pro-Loco ecc. non ci sarebbero problemi perchè le fornirebbero C.F. o P.I., ma per i privati che magari spenderebbero 40 – 50 euro circa, dovrebbe emettere fattura anche a loro? Non credo Le darebbero volentieri il Cod.Fiscale!
Attendo una Sua gradita risposta!
Grazie.
non ci sono problemi per quanto riguarda la fatturazione: il commercio elettronico prevede espressamente che possa NON essere emessa fattura per i corrispettivi incassati tramite tale canale.
Ovviamente se invece sarà il cliente a richiedere fattura per l’acquisto effettuato, questa andrà emessa e il cliente non potrà esimersi dal fornire il suo codice fiscale.
Per poter svolgere l’attività attraverso questo canale è necessario inoltrare al Comune di competenza un apposito modulo previsto per il commercio elettronico (comunemente definito modello COM1).
Buongiorno Dott. Benedetti!!
Sono sempre quello della costumista medievale, il modulo COM1 va presentato al Comune dove viene svolta l’attività giusto e non quello di residenza?
E un’ultima domanda, se mettessi un annuncio di vendita anche su Ebay, lì come viene trattato fiscalmente l’utente?
Grazie ancora,
COM 1? Ma non è il modulo COM 6 BIS che deve essere presentato in Comune per le attività e-commerce?
errata corrige: confermo che il modello è il COM6, gli altri codici sono per altri tipi di commercio al dettaglio.
tale modello va inviato al comune dove ha sede l’attività, che per una persona fisica può coincidere con la residenza ma può anche essere diverso in caso di residenza fiscale differente.
per il commercio su e-bay: dipende da come si configura l’attività tramite questo mezzo.
Gentili Signori, approfitto della competenza dimostrata nelle risposte ai vari quesiti posti per inoltrarVi una domanda.
Sono un privato cittadino e ormai da qualche mese sto tenendo regolarmente in vendita, su siti di aste pubbliche e amatoriali, qualche centinaio di libri appartenenti alla biblioteca della mia famiglia, al fine di liberarmene con un qualche profitto.
Vorrei sapere se, per il numero di unità in vendita o per la ricorrenza temporale della vendita stessa, questa mia attività debba essere assoggettata a qualche regolamentazione o trattamento giuridico-fiscale.
Oppure se, come qualcuno mi suggerisce, il fatto di esporre i libri di mia proprietà esclusivamente su siti di aste quale eBay, Comprovendolibri o altri amatoriali, senza intraprendere alcuna attività di vendita ‘concreta’ al di fuori di Internet (cioè senza un negozio, un magazzino o altro) non configura una vera e propria attività professionale, bensì appunto solo amatoriale, non soggetta ai trattamenti previsti per le attività commerciali in senso stretto.
So che la stessa giurisprudenza (a livello nazionale e europeo) si sta affinando di pari passo con l’evolversi dei fenomeni nuovi legati all’utilizzo della Rete, e proprio per questo Vi sarei sinceramente grato di una cortese risposta allo stato dell’arte e delle sue eventuali prospettive.
Cordialità
Luca
Gentile Luca, non forniamo consulenza fiscale, mi spiace.
Per la complessità della materia ti consigliamo di contattare un commercialista.
Buona vendita.
Io ed un mio amico, ambedue dipendenti, stiamo valutando se/come aprire un’attività di commercio di oggetti di modernariato. La nostra idea, almeno iniziale, è quella di utilizzare esclusivamente il veicolo Internet per presentare e vendere i prodotti. Ho letto dell’ecom diretto/indiretto e visto che quest’ultimo mi sembra nettamente meno “impegnativo” (complessità e costi), vorrei essere certo di poterlo intraprendere senza infrangere la legge. La mia domanda è questa: posso avere un’attività esclusivamente di ecomm indiretto? Per “esclusivamente” intendo che all’attività web non corrisponda alcuna attività tradizionale con relativo fondo commerciale sottoposto a tutte le restrizioni in vigore. Nel caso, il regolamento a cui sottoporsi è sempre quello dell’ecomm, non quello della vendita per corrispondenza, vero?
Grazie e cordiali saluti, Giorgio
Nel caso di vendite di prodotti fisici si parla sempre di ecommerce indiretto. La legislazione che regola le vendite online è la stessa delle. vendite per corrispondenza. Comunque contattate un commercialista pe mggiori dettagli.
Gent.mo Dottor Benedetti,
da sempre ho l’hobby della pittura e da un anno espongo le mie opere (tele, ceramiche, etc.) su siti dedicati all’arte (artmajeur.com, artabus.com), affiancate talora, come richiedono i siti, dai prezzi (dai 20 ai 100 euro). Non ho ancora venduto nulla. Non avendo partita IVA, vorrei sapere se sto operando nella legalità, o se devo espletare le pratiche relative all’e-commerce.
Distinti saluti
Maria Teresa
Cortese dott. Benedetti
Sto per intraprendere l’attività di commercio via web e al momento vorrei vendere i pochi prodotti in ferro realizzati negli anni da un artigiano, prima iscritto ma ora pensionato. Essendo all’inizio la vendita veramente occasionale e non continuativa (2-3 ricevute all’anno) ho proposto la semplice “Ricevuta per acquisto bene da soggetto privato”, riportante il cedente con C.F., il cessionario con P.Iva (io), la descrizione del bene, il prezzo, la dichiarazione che la vendita non è stata effettuata nell’esercizio di imprese, arti o professioni, ma nella qualità di privato consumatore, il non soggetta ad Iva per tale tipologia occasionale. Nel caso crescessero i volumi sarebbe disposto a riaprire la sua posizione fiscale e contributiva ma ora il problema è che non vuole assolutamente rilasciarla temendo di dover dichiarare ciò e quindi poter intaccare la sua pensione. D’altro canto la ricevuta a me serve per attestarne l’acquisto e scaricare il costo.
I dubbi per tale pensionato sono: deve dichiarare tali sporadiche ricevute? Esiste un limite di euro 5.000 per totali ricevute sotto al quale non deve dichiarare nulla? Se risultasse come pensionato hobbista cambierebbe qualcosa?
Grazie per le risposte. Distinti saluti
Scusate ma non so se avete già risposto a questo mio quesito.
Ai sensi dell’Art. 1 comma 20 del D.M. 21/12/92 si legge che le vendite per corrispondenza non sono soggette al rilascio dello scontrino fiscale e ai sensi dell’art. 4 del D.P.R. 6-10-1978 n. 627 all’esonero della bolla di accompagnamento.
Quindi se consideriamo una attività di commercio elettronico indiretto, che di fatto è comunque una vendita a distanza, fatta da un una Ditta individuale con partita iva e iscrizione C.C.I.A.A. potremmo non dover fare ne scontrino ne bolla.
Allora ciò implica la regolare emissione di fattura? o cosa?
Basta un buono acquisto recante i dati dell’acquirente e del bene venduto?
Attendo risposta e mi scuso ancora se avete già risposto a tale quesito.
Grazie
buonasera, spero che possiate rispondere alla miadomanda.ho letto parecchi post e non mi pare di avere trovato la risposta giusta al mio caso, nel caso ci fosse gia e mi stessi ripetendo, la prego di perdonarmi.ho un sito internet dove inserisco i miei gioillini. non è ancora on line perche non ho piu di tempo di dedicarmi alle creazioni, cosi vorrei”aprirlo “ad altre ragazze per far si che possanopubblicare e vendere le loro creazioni e chiedere solo un contributo iniziale di 5 euro a chi si iscrive ,magari ogni tre mesi.ho gia partita iva come procacciatore d’affari, credo di dover fare una variazione.come si puo classificare questa attivita che vorrei iniziare?si puo fare?dovrei pagaremolte tasse ?preciso che potrebberoiscriversi 3 persone come magari 20 o 30 non lo so?mi potrebbe dare delle delucidazioni in merito?la ringrazio tanto, buonasera!
Gentile Alessandra, il nostro consiglio è quello di sentire un commercailista di fiducia.
Egregio Dott. Benedetti, mi permetto di porle qualche quesito che da tempo mi assilla! Da qualche parte su internet veniva spiegato che – chi esercita “occasionalmente”attività economica non solo non deve aprire la partita iva, ma fino a che il reddito prodotto in un anno non superi i 5000 euro, non è tenuto a fare alcun adempimento fiscale se non quello di rilasciare ai vari acquirenti delle “semplici ricevute per quietanza con codice fiscale”salvo poi alla fine dell’anno “dichiarare i redditi prodotti”e “pagamento eventuale delle relative tasse”!(Cio, nel caso di “una vendita a soggetti privati”!). Ciò perchè “l’attività occasionale”è “riferita al reddito prodotto” e non alla abitualità o continuità dell’attività svolta!(Nel senso che si può vendere anche un solo oggetto che però superi la soglia suddetta dei 5000 euro!Appunto, in tal caso l’attività verrebbe svolta occasionalmente, ma c’è l’obbligo della apertura della partita iva!)
Se ciò corrisponde al vero, mi chiedo e Vi chiedo se fosse possibile (essendo “un appassionato di matematica”,” senza essere laureato in questo ramo”!), aprire un sito dove “far pagare un abbonamento annuale”, per l’accesso a delle“videolezioni di matematica da me create”che sono sul sito, con pochissimi adempimenti(“Ricevuta per quietanza con codice fiscale” ai vari abbonati al sito e “dichiarazione dei redditi guadagnati nell’anno”con “eventuale pagamento delle relative tasse”!) e “senza apertura della partita iva”?
Spero che possiate con la Vostra competenza “chiarire tutti i miei dubbi”!
Emanuele
Gentile Emanuele,
le consigliamo di rivolgersi ad un commecialista di fiducia o può chiedere un parere su una delle reti di professionisti on-line.
Quanto da lei descritto sarebbe fattibile, ma meglio sentire un professionista.
Coe già ribadito in altri post e commenti, non ci occupiamo di consulenza fiscale.
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Per qualsiasi altra informazione potete conttattarci tramite l’apposita pagina.
Grazie a tutti per la partecipazione e per aver letto questo post.
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Potrebbe essere necessario, dipende dal volume di affari. Il mio consiglio è sempre quello di sentire un commercialista.